Ci sono certe storie cambiano forma, ma continuano a parlarsi. È il caso di ROBOT Festival e di MODULA neutro plurale, il progetto di moda ideato da Laura Nardi e Danilo Traverso per Opificio Neirami, che quest’anno incontra il festival dedicato alla musica elettronica e alle arti digitali.
Il punto di partenza è una stagione precisa della città: gli anni 90, quando una rete di club, centri sociali, spazi indipendenti e luoghi di sperimentazione contribuiva a mescolare musica, arti visive, scenografia, moda e nuovi linguaggi. Un ambiente che ha lasciato tracce profonde nella cultura bolognese. Tra queste c’è lo stesso Traverso, passato dalle Officine Alchemiche del Link Project alla ricerca sulla forma, sugli ambienti e oggi sull’abbigliamento.
È un percorso che torna a incrociarsi dall’8 al 10 ottobre, durante la diciassettesima edizione di ROBOT Festival ?Syntax Error. MODULA vestirà lo staff del festival e realizzerà una capsule di maglie e felpe, ma il progetto merita uno sguardo anche per la ricerca che porta avanti sull’abito.

MODULA neutro plurale nasce da un guardaroba pensato inizialmente al femminile, ma costruito per essere continuamente ricomposto. Tagli essenziali, volumi ampi, sovrapposizioni e capi che possono essere indossati e combinati in modi diversi diventano gli strumenti per mettere in discussione l’idea di un abito legato a un genere preciso. Non una collezione che cerca semplicemente di eliminare la distinzione tra maschile e femminile, quindi, ma un sistema di pezzi che lascia a chi li indossa la possibilità di costruire la propria combinazione.
È una ricerca che si inserisce bene dentro una cultura del vestire che a Bologna ha spesso dialogato con la musica e con i luoghi della notte. E sabato 10 ottobre, negli spazi di DumBO, questo incontro diventerà anche un ritratto collettivo: il fotografo Gianluca Simoni scatterà una serie di immagini a staff, artisti e pubblico di ROBOT.