Ad could not be loaded.

POST-IT di ottobre: cosa vedere a teatro a Bologna

Geschrieben von Valentina Scocca il 2 Oktober 2026

Daria Deflorian - Che dolore terribile è l'amore

Ottobre segna l’inizio ufficiale della stagione teatrale, settembre è stato solo un preludio di quello che ci aspetta nella stagione 2026/27.
A Bologna ottobre è anche sinonimo di festival: dal
Bologna Jazz Festival (10 ottobre- 14 novembre) al Gender Bender Festival (31 ottobre-9 novembre), e non solo.
L’autunno teatrale bolognese si prospetta eclettico e composito, con un’agenda densa di appuntamenti ed eventi: concerti di grandi nomi del cantautorato italiano e della scena jazz nazionale ed internazionale, drammaturgia contemporanea, teatro di ricerca, danza, performance e ricerca musicale d’avanguardia.

Dal 13 ottobre all’8 novembre 2026 il Bologna Jazz Festival torna a coinvolgere Bologna, Ferrara e Forlì con un programma di circa 70 concerti e numerosi appuntamenti dedicati alla musica, all’illustrazione e alla cultura contemporanea, che conferiscono al festival un carattere multidisciplinare.
Parole d’ordine dell’edizione di quest’anno sono „virtuosismo“ e „grandi storie da raccontare“, interpretate da grandi artisti, da
Al Di Meola a Kurt Elling assieme agli Yellowjackets, Emmet Cohen, Fabrizio Bosso, e dalla potenza narrativa della loro musica.
Il BJF 2026 sarà dunque una grande epopea, un’esplorazione della scena jazz internazionale, che includerà molteplici iniziative dedicate ai centenari di
John Coltrane e Miles Davis, due figure apicali della storia della musica afro-americana.
Per l’edizione 2026 l’immagine ufficiale della rassegna è affidata a
Tanino Liberatore, tra i più importanti e riconoscibili autori del fumetto italiano ed europeo. La sua partecipazione prosegue il progetto del festival che, ogni anno, invita un artista a interpretare visivamente l’identità della manifestazione.

Dal 29 ottobre al 7 novembre torna la 24ª edizione di Gender Bender, il celebre festival internazionale multidisciplinare, che per dieci giorni animerà la città di Bologna.
Prodotto da Il Cassero LGBTQIA+ Center, questo evento unico esplora le rappresentazioni del corpo, le identità di genere e gli orientamenti sessuali attraverso i linguaggi della cultura contemporanea.
Anche quest’anno la
danza sarà il cuore pulsante del festival: artiste e artisti provenienti da Francia, Iran, dalla Svizzera, Paesi Bassi, Cipro, Norvegia, Lettonia ed Italia, porteranno a Bologna spettacoli, pratiche e immaginari capaci di attraversare il corpo come spazio di relazione, trasformazione e ricerca. La nuova edizione riunisce voci molto diverse tra loro, accomunate dal desiderio di esplorare il movimento come linguaggio capace di raccontare il presente, immaginare nuovi modi di stare insieme e aprire prospettive inattese.
I protagonisti di questa edizione sono:
Iena Antoniou, Sami Lea Samira Bernath, Brutal Casual, Est Roman Coulon, Riccardo De Simone, Silvia Gribaudi, gruppo nanou, Armin Hokmi, Jana Jacuka, Jacopo Jenna, Daniele Ninarello, Solène Weinachter.

Pier Vittorio Tondelli scriveva che “Ogni anno l’autunno gli porta di questi sentimenti. Bisogno di silenzi, di solitudine, di ricordi. Bisogno di dormire. Di ricapitolarsi. Bisogno d’interiorità. La terra lo chiama a sé e lo invita a raccogliersi”.
Chissà se sarà così anche per noi, se in questo presente ostile, complesso e segnato dalla violenza e dal dolore – che anche se non sempre ci tocca personalmente e direttamente, ci riguarda tutti – riusciremo a trovare il tempo per fermarci a riflettere, prendere fiato e riavviare, cercando di cogliere la bellezza, la poesia nell’arte e nella vita quotidiana.
Dobbiamo almeno provare a essere presenti in questo tempo, a viverlo con consapevolezza e un pizzico di leggerezza calviniana, cercando di restare umani, sempre!

Ecco alcuni consigli su cosa andare a vedere a teatro questo mese.

 

Mercoledì 7 ottobre, Teatro Duse
Spezzoni (Teatrovisioni)
Sinfonia di silenzi per Piano Forte e Orchestra
di&con Alessandro Bergonzoni

Torna in scena Alessandro Bergonzoni con lo spettacolo Spezzoni (Teatrovisioni) dedicato alla Giornata Nazionale dei Risvegli per la ricerca sul coma, promossa dalla Fondazione Gli Amici di Luca – Casa dei Risvegli Luca De Nigris: un’antologia di brani, visioni e pensieri legati ai suoi 28 anni di impegno a fianco della Onlus.
L’artista è da decenni molto attivo sul tema della malattia, della cura e del coma, collaborando strettamente con l’associazione Gli Amici di Luca ed essendo in prima linea in campagne di prevenzione e sensibilizzazione. Spezzoni (Teatrovisioni) unisce teatro, sensibilizzazione ed impegno, riportando l’attenzione sulla ricerca e sulla realtà delle persone che vivono gli esiti del coma e di gravi cerebrolesioni acquisite. La Giornata nasce per sostenere la ricerca e promuovere una maggiore conoscenza di queste condizioni, dando spazio e voce alle persone, alle famiglie e a chi ogni giorno lavora nell’assistenza e nella cura.

 

Da Giovedì 8 a sabato 10 ottobre, Teatro EuropAuditorium
Caravaggio
coreografia di Mauro Bigonzetti, con Roberto Bolle

Caravaggio, balletto in due atti firmato dal coreografo italiano neo-post-classico di maggior spicco internazionale, Mauro Bigonzetti, è un potente viaggio viscerale tra luci e ombre, corpi svelati, sensuali: il mondo di Michelangelo Merisi in arte Caravaggio da sempre ispira i coreografi, per la sua opera e per la sua biografia irrequieta.
Il pittore più oscuro e controverso della storia dell’arte, prende vita nella danza scolpita dell’étoile del Teatro alla Scala Roberto Bolle, sulle musiche ispirate a Claudio Monteverdi riorchestrate in maniera sinfonica da Bruno Moretti che dirigerà anche l’esecuzione dal vivo dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna. Nella coreografia di Bigonzetti, ispirata da diversi dipinti del maestro Merisi, i tormenti interiori si legano all’espressione artistica per sviluppare assoli, duetti, terzetti e quartetti intervallati da movimenti corali, grazie a un ensemble formato per l’occasione.
La messa in scena si sviluppa su un contrasto continuo tra oscurità e chiaroscuro: un’immersione passionale e carnale nell’Io di Caravaggio, artista geniale, reso con maestria da Roberto Bolle, che qui gioca volutamente sui contrasti chiaroscurali, tra l’oscurità del pittore e la propria fulgida personalità di interprete.

 

Lunedì 12 ottobre, Teatro Duse
Paolo Nori racconta ‚Il Maestro e Margherita‘ – Sympathy for the Devil
con Paolo Nori

Dopo il successo di Delitto e castigo, Paolo Nori torna a teatro con Il Maestro e Margherita. Sympathy for the Devil, un nuovo spettacolo dedicato al capolavoro di Michail Bulgakov.
Scrittore, traduttore e docente, noto per lo stile ironico e colloquiale con cui rende la letteratura russa viva e vicina al pubblico, Nori affronta uno dei classici più sorprendenti del Novecento.
Nel 1967, quando Il maestro e Margherita di Michail Bulgakov arriva per la prima volta in Italia, Eugenio Montale lo definisce “un miracolo che ognuno deve salutare con commozione”: un romanzo potente e visionario, capace di attraversare il tempo e parlare ancora oggi con sorprendente attualità.
Opera complessa e affascinante, il libro affronta temi universali come il bene e il male, la giustizia, il rapporto tra arte, letteratura e potere, mettendo in scena un mondo in cui realtà e immaginazione si intrecciano continuamente. Non a caso, ha influenzato anche la cultura pop, ispirando – tra gli altri – i Rolling Stones per la celebre Sympathy for the Devil.
Paolo Nori porta a teatro questo capolavoro con il suo stile inconfondibile, provando a raccontarlo in 90 minuti: un viaggio tra letteratura, riflessioni e narrazione, che restituisce tutta la forza di uno dei romanzi più importanti del Novecento. Un racconto originale e coinvolgente su un classico ancora radicalmente contemporaneo, capace di dirci di noi forse anche più di quanto vorremmo sapere.

 

Martedì 13 ottobre, Teatri di Vita
Muette
coreografia e interpretazione Boris Charmatz

Una delle figure più influenti e innovative della danza contemporanea internazionale, Boris Charmatz presenta Muette, un assolo intimo e radicale che lavora sulla danza come atto essenziale ed esplora il silenzio non come assenza di musica, ma come spazio emotivo e fisico.
In questo solo minimalista, afferma il coreografo: «Ascolteremo una danza che tuona silenziosamente, Muette sarà guidato da ciò che non passa nemmeno attraverso le mie labbra, da ciò che non esce».
Muette è un invito a seguire il movimento quasi invisibile di un grido che non riesce a esplodere del tutto, di un corpo che resiste e assorbe la violenza in silenzio, di una bolla di saliva che scoppia all’angolo delle labbra. Il movimento nasce dall’ascolto del corpo e delle sue vibrazioni più profonde e segrete: un’immersione in una sorta di intimità, che si aggrappa alla pelle e che svela un paesaggio interiore di presenze invisibili ma condivise. Ex direttore del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch, con questo lavoro Charmatz continua a esplorare la danza come rapporto diretto con il pubblico.

 

Giovedì 15 ottobre, ATELIERsì
Chronicle of an Evolving Balance
coreografia Romane Piffaut

Chronicle of an Evolving Balance, è una performance itinerante e installazione che riunisce racconti personali e presenze corporee, per far emergere narrazioni spesso assenti dalle rappresentazioni e trasformare lo spazio pubblico in un luogo di incontro tra l’intimo e il collettivo.
La creazione, firmata dalla coreografa e interprete francese Romane Piffaut, è un duo coreografico che rappresenta il terzo capitolo di un trittico che interroga le norme di controllo, performance e contenimento emotivo che attraversano i corpi nello spazio sociale.
Attraverso una diversa concezione di equilibrio, inteso non come abilità esclusivamente individuale ma come responsabilità condivisa, come condizione costruita nella reciproca dipendenza, il lavoro esplora come continuare a sostenersi reciprocamente in condizioni di instabilità e precarietà. Ispirandosi alla pratica delle prefiche e al fado, la performance indaga la dipendenza come forma di resistenza all’imperativo dell’autonomia e come terreno di tensione e possibile cedimento. Il lavoro della Piffaut esplora come i corpi, i gesti e le emozioni possano diventare forme sensibili di memoria, capaci di mettere in discussione le norme sociali e di far emergere narrazioni condivise, diventando un atto performativo e politico.

 

Venerdì 16 ottobre, Auditorium Unipol
Fabrizio Bosso Quartet
Bologna Jazz Festival

La prima delle quattro serate principali del Bologna Jazz Festival 2026, rassegna che esplora generi diversi all’interno della galassia della musica improvvisata, è affidata al quartetto Fabrizio Bosso Quartet, guidato dal trombettista Fabrizio Bosso, figura centrale del jazz italiano contemporaneo, affiancato da Julian Oliver Mazzariello (pianoforte) Jacopo Ferrazza (contrabbasso) e Nicola Angelucci (batteria).
Tra i tanti progetti ai quali si dedica il musicista torinese, il quartetto rappresenta il puro e semplice jazz, con tutto il repertorio di virtuosismi e l’incredibile inventiva che contraddistinguono questo incontenibile solista. L’ensemble si muove all’interno di una tradizione jazzistica consolidata, declinata attraverso la personalità musicale del suo leader, sfoggiando un’energia trascinante, una pronuncia legata alla tradizione afroamericana ricca di dettagli e idee che vivacizzano l’ascolto ed un’eloquenza che sa riportare al centro dell’attenzione la lingua maestra dello swing-bop. Fabrizio Bosso in quartetto è jazz allo stato puro: tradizione, fantasia, ritmo, energia.

 

Lunedì 19 ottobre, Teatro EuropAuditorium
TUTTOBRUNORI, canzoni e monologhi
di e con Brunoni Sas

Dario Brunori torna a teatro con TUTTOBRUNORI, canzoni e monologhi, un nuovo spettacolo che fonde in un unico racconto musica, parole e narrazione, tra ironia, memoria e osservazione del presente. Un viaggio nell’universo poetico e umano del cantautore, dove i suoi brani si intrecciano con riflessioni, ricordi, stand-up e monologhi, in un’atmosfera intima, riflessiva e coinvolgente.
TUTTOBRUNORI, canzoni e monologhi è insieme esperienza di ascolto e di racconto, affiancando il repertorio musicale di Brunori Sas a momenti narrativi, in cui la dimensione del concerto dialoga con quella teatrale e in cui Brunori – da sempre maestro nel mescolare linguaggi e registri – offre al pubblico uno sguardo completo sulla propria storia, sul presente e sul continuo dialogo tra individuo e collettività che attraversa tutta la sua produzione, accompagnato sul palco da tutta la sua band di sempre. Musica e parola si intrecciano in un flusso continuo che mette al centro la scrittura, la voce dell’artista e il rapporto ravvicinato con il pubblico, tra emozioni, ricordi e vita quotidiana.

 

Da giovedì 22 a domenica 25 ottobre, Teatro Arena del Sole
Che dolore terribile è l’amore
drammaturgia e regia Daria Deflorian
PRIMA NAZIONALE

Che dolore terribile è l’amore è il nuovo lavoro di Daria Deflorian, che dopo il debutto al Festival di Avignone arriva a Bologna, in prima nazionale.
Dopo La vegetariana, la Deflorian porta in scena un altro romanzo della scrittrice sudcoreana Han Kang, la vincitrice del Premio Nobel per la Letteratura nel 2024: Non dico addio, in cui affronta una delle pagine più buie della storia coreana – la sanguinosa repressione della rivolta di Jeju nel 1948, in cui furono uccisi trentamila civili inermi.
Daria Deflorian attraversa e interroga questo testo perturbante condividendo con Han Kang il rifiuto di ridurre le tragedie ai meri nomi delle città e al numero dei morti.
Lontano da una semplice ricostruzione storica, ma utilizzando schegge tra realtà e sogno, tra traumi storici e poesia, la Deflorian porta sulla scena ciò che quella violenza ha lasciato nei corpi, nelle parole e nei legami tra vivi e morti. Una riflessione sull’importanza dei legami tra le persone, portatori di speranza al di là delle violenze del mondo.

 

Venerdì 23 ottobre, Raum
Abstract Turntablisme
sound performance di Maria Chavez

Xing presenta Abstract Turntablism, sound performance acustica ed elettronica di Maria Chavez, turntablist sperimentale, sound artist e DJ, una delle figure più radicali della scena newyorkese nell’uso del giradischi come strumento di improvvisazione.
La sua pratica, in bilico tra suono e rumore, attraversa diversi linguaggi dal suono alle arti visive.
Abstract Turntablism è l’innovativa pratica di improvvisazione sonora dell’artista peruviana, in cui anziché utilizzare i giradischi per creare loop musicali o strutture ritmiche tradizionali, Chávez esplora il concetto di „scultura vibrazionale“, concentrandosi sul caso, sugli errori tecnologici, sui vinili danneggiati e sui frammenti di dischi rotti.
A Raum utilizzerà quattro giradischi e la sua collezione – in continua evoluzione – di vinili graffiati e rotti, sui quali le puntine scivolano, scattano e saltano; in tutti i suoi progetti esplora le connessioni tra tattilità, percezione e ideazione, aprendo così nuove piste per l’immaginazione. Chavez ci invita non tanto ad ascoltare lei, ma ad ascoltare insieme a lei, mentre ricostruiamo possibili connessioni all’indomani dei traumi sociali e politici di questi anni e anticipiamo mondi sonori futuri. „Considero il suono il mezzo più democratico tra le forme d’arte“.

 

Lunedì 26 e Martedì 27 ottobre, Teatro Dell’Argine (San Lazzaro)
Wet Floor
di Fabio Pisano/Effimero Meraviglioso

Wet Floor è un intenso thriller teatrale scritto nel 2018 dal pluripremiato drammaturgo Fabio Pisano, che esplora il tema del giornalismo moderno e dell’etica dei media, ponendo la questione, terribilmente attuale, della veridicità delle notizie nell’era dei social network, che le amplificano generando, a volte, drammi irreparabili. Quanto può costare una notizia sbagliata?
Ben è un giornalista brillante e sicuro di sé, Ruth sembra soltanto un addetto alle pulizie.
Ma mentre il pavimento si pulisce, i conti del passato vengono a galla.
Quello che inizia come un dialogo diventa presto un sequestro e una resa dei conti.
Ispirato ad una riflessione di Denzel Washington sull’urgenza dei media di arrivare primi a discapito della verità, lo spettacolo contrappone il concetto di realtà a quello di verità nel mondo contemporaneo.

 

Lunedì 26 ottobre, MAST Auditorium
Danilo Rea SOLO
Bologna Jazz Festival

Danilo Rea Solo è un recital per pianoforte solo inserito nel programma del Bologna Jazz Festival. L’appuntamento presenta Danilo Rea in una dimensione essenziale, costruita esclusivamente sulle possibilità espressive del pianoforte e sull’improvvisazione.
Nel piano solo, Danilo Rea sviluppa un percorso musicale che riunisce materiali eterogenei, provenienti da tradizioni differenti, il repertorio comprende alcuni classici del jazz, canzoni italiane e arie d’opera, rielaborati attraverso il suo linguaggio pianistico.
La melodia e la ricerca timbrica assumono un ruolo centrale nei suoi recital, nei quali temi conosciuti vengono trasformati attraverso variazioni, improvvisazioni e nuove costruzioni armoniche. Danilo Rea trova nel piano solo una dimensione ideale per dare forma al proprio universo espressivo, oltre che un momento privilegiato per mettere in risalto il suo celebre talento per la melodia e la raffinatezza del tocco pianistico.

 

Da giovedì 29 a sabato 31 ottobre, Teatro Duse
Opera Guccini
da un’idea di Alessandro Nidi&Giorgio Comaschi
Orchestra del Teatro Comunale di Bologna

Opera Guccini è l’omaggio del Teatro Comunale di Bologna a Francesco Guccini, da un’idea di Giorgio Comaschi e Alessandro Nidi: un concerto-spettacolo che reinterpreta in chiave lirico-sinfonica le canzoni più celebri cantautore modenese.
Tre serate in cui i brani più celebri di Guccini diventeranno opera: armonie settecentesche, sonorità romantiche, stili contemporanei, nascosti dentro composizioni dall’andamento popolare.
Protagonista l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna diretta dal M° Alessandro Nidi, autore degli arrangiamenti, sul palco l’attore Giorgio Comaschi e le voci di Claudia Ceraulo (soprano), Michele Gianquinto (baritono) e Simone Fenotti (tenore) che valorizzeranno il grande repertorio gucciniano. Dio è morto, L’Avvelenata, Il vecchio e il bambino, sono canzoni che hanno attraversato generazioni e che ora arriveranno su un palco diverso in una versione speciale.
Ai brani musicali si alternano interventi parlati: aneddoti, episodi e racconti legati alla nascita delle canzoni, riportati da chi ha condiviso a lungo con Guccini gli anni della scrittura.
Tra le letture, anche un testo inedito che lo stesso autore ha voluto dedicare al progetto.