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Roma Gallery Weekend: l’itinerario di Zero

Vi consigliamo alcune tappe in vista della quarta edizione di Contemporanea, il fine settimana in cui oltre trenta gallerie della città apriranno in contemporanea e per tutto il weekend

Geschrieben von La Redazione il 6 Mai 2026
Aggiornato il 11 Mai 2026

Friedrich Kunath Artwork, photograph Evan Walsh

Roma è la città degli strati e della storia, dell’ineluttabilità (tutte le strade, comunque le percorri, solo da una parte portano) e della conseguente idea che il cambiamento sia praticamente impossibile da portare avanti. Ecco, magari da soli è difficile prendere e rivoltare come un calzino la città delle città – chi ci ha provato non è mai campato abbastanza per poter raccontare di esserci riuscito… – ma collettivamente è sempre possibile mettere in circolo nuove forze e creare alternative.

Ci sta riuscendo Contemporanea, l’associazione che unisce diverse gallerie d’arte contemporanea che fanno parte del circuito cittadino, che da quattro anni si ritrovano ad aprire collettivamente e in contemporanea per un lungo per weekend primaverile. per incontrare la città e rendere visibile – anche per i settori più istituzionali – il lavoro quotidiano che portano avanti e il contributo che danno alla costruzione del sistema culturale della città. Attori sì privati, ma che consapevoli di essere all’interno di un organismo collettivo e pubblico: la città, Roma.

Quest’anno saranno oltre trenta i luoghi aperti eccezionalmente per un lungo fine settimana di mostre e inaugurazioni. Si parte giovedì 14 con la Gallery Night, una serata di eventi, progetti speciali e, soprattutto, opening delle nuove mostre (17:00-20:00); si continua poi con le aperture straordinarie per visitare le esibizioni in corso: dalle 10:00 alle 20:00 venerdì 15 e sabato 16; dalle 10:00 alle 18:00 domenica 17.

 

Di seguito alcune tappe consigliate da Zero, riunite per zone (o quasi)

Seguite le nostre indicazioni consultando la mappa di Contemporanea.

 

CORSO VITTORIO EMANUELE II: Amanita, galleria newyorchese che ha inaugurato nel 2025 e al suo debutto per Contemporanea, presenta la flora di Francesco Cima, così come di rappresentazioni paesaggistico naturali (decisamente più acidi) si occupa Friedrich Kunath alla Tim Van Laere Gallery. Pittura anche quella di Alessandro Gioiello alla Richter Fine Art: tenue, quassi dissolta, serafica quanto nostalgica.

TRIDENTE: Giro lungo e altrettanto ricco di spunti. Innanzitutto un trittico tutto al femminile: Le meravigliose foto di Francesca Woodman alla Gagosian, i ritratti enigmatici di Ida Barbarigo alla Richard Saulton e i le alterazioni ambientali di Francesca Cornacchini alla Nuova Pesa. Chiudono il tour le macchie accecanti di colore di Ruben Rodrigo da Spazio Nuovo, gli scatti del fotografo statunitense Marshall Vernet che omaggia le vedute di Piranesi alla Antonacci Lapiccirella Fine Art e la collettiva „Dopo le sei di sera“ curata da Gaia Bobò alla Francesca Antonini.

SAN LORENZO: Allenato alle one night con tutte le gallerie di quartire, San Lorenzo segna un quattro su quattro interessantissimo. La Monitor gioca una carta „classica“, ospitando i lavori di Elisa Montessori; Monti8 va in Oltremanica con i dipinti ispirati alle texture animali e naturali di Imogen Allen; da Gilda Lavia ci sono i perentori lavori in pietra e marmo di Petra Feriancová, mentre Matèria ha dalla sua un progetto speciale realizzato ad hoc per contemporanea e firmato da José Angelino, Fabio Barile e Stefano Canto.

SAN GIOVANNI/ESQUILINO: Tappa lunga di spostamento, come si direbbe al Giro d’Italia. In questa ci sono due mostre da segnarsi e sono l’omaggio a Concetto Pozzati e al cinquantennale della sua mostra al Palazzo delle Esposizioni, ospitato allo Studio SALES; mentre da Cantadora, altra galleria al debutto, si vola in Colombia con Gerson Vargas e Maria Leguizamo.

TESTACCIO/TRASTEVERE/LARGO ARENULA: Il giro torna dove è iniziato, a ridosso delle rive del Tevere. A Testaccio la tappa è unica, alla Z2o per la personale di Guglielmo Maggini. A Trastevere, nella parte più silente, è sempre bello visitare la chiesa di Sant’Andrea di Scaphis, che per Contemporanea ospita un omaggio a Rudolf Stingel, mente da ADA c’è la natura lisergica, colorata e lussuregginate di Diego Gualandris. Passato il fiume all’altezza dell’Isola Tiberina si apre la strada che porta alla Federica Schiavo e alla personale „Grunge“ di Benoît Maire e si chiude con un altra signora dell’arte contemporanea di fine millennio: Tracey Emin, ospitata come sempre dalla Lorcan O’Neill.