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442 – Martin Mulattieri

Il Club Med del quotidiano è il pub delle tifoserie

Geschrieben von Fabrizio Strada il 18 Mai 2023

Photo ICTM, Marta Marinotti, Federico Floriani

Freddo uggioso ad aprile, parka e passeggio. Piove o tira vento ci sono locali che non demordono mai. Il 442 è uno di questi, e già si capirà dalla formazione del nome la sua vocazione primaria: tifoseria sportiva, dedita al calcio sbraitato e alla birra, che da tre lustri porta avanti la missione delle squadre. Non c’è derby che qui non venga celebrato nel migliore dei modi, con quell’avversione concordata che è lo spirito fondativo del tifo. Abbiamo incontrato Martin, il proprietario; un tedesco trapiantato a Milano, maestro dell’accoppiata più antica che si possa pensare: sport e birra.

«Cibo non certo sano, ma buono: hamburger, focacce, panini, insomma le tipiche pietanze di cui si ha voglia quando si guarda una partita e ovviamente un’ampia selezione di birre alla spina.»

 

 

Per prima cosa raccontami come nasce il progetto del bar.

Dopo la laurea in Bocconi ho lavorato nel settore finanziario e nel 2007 ho aperto con altri soci il pub, dopodiché nel 2011 ho interrotto la mia esperienza lavorativa per dedicarmi completamente a questa attività.

Che tipo di pub è il 442?

Il bar nasce naturalmente dalla passione per lo sport e prende come modello una tipologia di locale propria dei paesi anglosassoni e del nord Europa. L’intento è quello di offrire nell’ambito di in una grande città come Milano un ritrovo, il cosiddetto bar di paese, dove chiunque può presentarsi anche solo, certo di trovare qualcuno per fare quattro chiacchiere. Io lo chiamo il Club Med del quotidiano.

Da dove deriva il nome?

Il nome del locale prende spunto dal noto schema calcistico e vuole e deve essere un riferimento forte e chiaro a quello che è l’aspetto sportivo, ma al contempo risulta facilmente memorizzabile anche da chi il calcio non lo segue e uscito dal lavoro vuole svagarsi un po’.

Qual è il cliente tipo?

Un persona che instaura un rapporto amichevole col personale basato sulla frequentazione continuativa e trova di volta in volta altri habitué con cui passare la serata. Durante il fine settimana il bar è frequentato soprattutto da stranieri che si fermano anche il Sabato o la Domenica pomeriggio, cosa che gli italiani ormai fanno raramente, se non in occasione di qualche evento particolare.

Che ambiente troviamo all’interno del locale?

Tutte le caratteristiche tipiche di un pub: parquet, soffitto a cassettoni, postazioni tv e pareti interamente ricoperte dalle sciarpe delle squadre più disparate. Cibo non certo sano, ma buono: hamburger, focacce, panini, insomma le tipiche pietanze di cui si ha voglia quando si guarda una partita e ovviamente un’ampia selezione di birre alla spina. Tredici per l’esattezza.

Servite qualche birra particolare?

Da buon tedesco, ho voluto fortemente una buona pils artigianale made in Deutschland. Da qualche anno infatti è possibile ordinare una birra di Friburgo che si chiama Ganter. Trattasi di una artigianale prodotta in un birrificio famigliare situato all’interno della città che ha il diritto di utilizzare l’acqua del fiume. Normalmente come tante altre birre si troverebbe solo nell’area geografica di appartenenza, invece la signora Ganter, che dopo avere sposato un toscano, vive tra Firenze e Friburgo, ci tiene che la sua birra sia venduta anche in Italia.

Entriamo nel vivo, analizzando l’aspetto folcloristico. Qual è la tifoseria più accesa?

Tra i vari Paesi europei, la Scozia è sicuramente quello con una delle tifoserie più particolari. Tanto per cominciare, l’accento e il modo di parlare rendono infattibile ogni possibilità di dialogo e non solo per noi Italiani, ma anche per altre popolazioni che parlano la lingua inglese. Una sera uno scozzese seduto al bancone voleva ordinare qualcosa di incomprensibile, di fianco a lui c’era un americano. Alla terza volta che gli chiedevo di ripetere cosa volesse, guardo l’americano in cerca di aiuto e lui alzando le mani mi dice “non chiederlo a me perché non ho capito niente”. Oltretutto per ben due volte supporter dei Rangers e dei Celtics hanno rubato le sciarpe della squadra avversaria come trofeo di guerra, inscenando teatrini di stampo fantozziano al limite del surreale. Poi chiaramente non mancano gli entusiasti che esagerano col bere e finiscono per ritrovarsi a tarda notte sul marciapiede davanti al bar (spesso in posizione orizzontale) desiderosi di esibirsi in inni e altre prodezze canore che puntualmente scatenano l’ira dei residenti.

Il tutto in una zona popolata da diversi locali che potremmo definire “fighetti” o comunque sia di fascia alta. Questo contrasto rende la cosa ancora più problematica?

Se vuoi stare tranquillo comprati una casa in campagna e non in via Procaccini, che è notoriamente riconosciuta come il crocevia tra le due realtà di Corso Sempione e China Town. Tutto sommato però la situazione non è mai degenerata a livello di episodi di violenza o altro , anche se una volta c’è mancato davvero poco. Durante Tottenham – Inter le circostanze stavano prendendo una brutta piega: c’erano camionette della polizia schierate ovunque per via della presenza di 150 tifosi inglesi davanti al locale in assetto non esattamente pacifico.

presenza di 150 tifosi inglesi davanti al locale in assetto non esattamente pacifico. Immagino che ogni giorno se ne vedano come si suol dire di tutti i colori, vero?

Certamente. Si va dalle richieste assurde di clienti che non capiscono che la Terra è rotonda ed è impossibile captare il satellite americano, a chi pretende di guardare una partita della serie D olandese e dai tifosi improbabili come quelli dell’Avellino, a un gruppo che si radunava per seguire i playoff del Catanzaro. E come se non bastasse recentemente è accaduto un fatto che ha dell’incredibile. Un cameriere appena assunto, dopo due ore di lavoro improvvisamente è scappato dal bar urlando che i ladri stavano svaligiando il suo appartamento. Mai più rivisto, né sentito. Da quel momento è sparito per sempre.