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BRUSCOLINI: Metho

Un po’ figli di Brusco, un po’ figli di una zucca: in giro per la capitale con la nuova scena rap romana

Geschrieben von Spioncino il 13 Januar 2026

Seconda puntata di BRUSCOLINI, la rubrica di Zero dedicata a Roma e alla nuova scena rap romana. Oggi facciamo tappa in zona Bravetta, insieme a Metho, uno dei nomi più quotati quando si parla di nuova scuola capitolina. Metho è da pochissimo entrato nel team di Honiro e insieme alla label ha pubblicato i brani “Yellowstone”, “Ho provato” e “Gimme More”. Il futuro è tutto da scrivere.

Qui è sempre Spioncino alla tastiera: un po’ di tè verde, qualche bruscolino e la giornata migliora all’istante. Buona lettura.

Hot Track: Top Quality

Perché vivi a Roma?

Vivo a Roma perché ci sono nato, in più chiaramente ci lavoro e tutto ciò che riguarda la mia musica nasce e si sviluppa qui.

In quale quartiere vivi?

Vivo da sempre a Bravetta. Qui ho passato la mia infanzia e ci sono cresciuto. Da quando i miei si sono separati invece mi ritrovo tra Bravetta e Montespaccato.

Cosa ti piace del tuo quartiere?

Del mio quartiere mi piace molto la vicinanza ad altre zone dove ho sempre girato, quali Pisana e Corviale. Mi piacciono anche i loro spazi verdi, tanti parchi, posti semi abbandonati; e, come ultima cosa, nonostante tutti i difetti, il quartiere è ben collegato.

Se potessi vivere in qualsiasi altro posto di Roma dove vivresti?

Credo che mi piacerebbe vivere a Ostiense, Gazometro, che è una zona che mi ha sempre affascinato e dato delle belle sensazioni, oppure nei pressi di Trastevere o verso Testaccio. Reputo che siano due dei luoghi più belli di Roma.

Quali sono i posti dove ti piace bere e mangiare?

Per uscire a mangiare solitamente mi piace restare nella mia zona, senza dovermi spostare troppo, mentre per bere mi piace andare verso Monteverde, Trastevere o San Lorenzo, che comunque è rinomata per avere prezzi molto accessibili.

Qual è il tuo parco preferito?

Il mio parco preferito, siccome sono di Bravetta, è Villa Pamphili, posto in cui sono anche cresciuto.

Quali sono i luoghi dove ami passare il tempo?

Quando ero più piccolo passavo tanto tempo nella mia zona, tra bar, parchi e piazzette varie. Ora come ora esco meno, però i posti in cui ho passato la maggior parte delle serate in vita mia sono a Trastevere, tra San Cosimato, San Callisto e Santa Maria. Poi chiaramente San Lorenzo, oppure allo Spin Time a Manzoni. Ultimamente vado molto per discoteche, come il Teatro Centrale o generalmente anche in Via Libetta.

Dove ascolti musica dal vivo?

In generale non è che ne ascolti tanta dal vivo, però da piccolo andavo spesso all’Auditorium per la musica classica e non solo. Credo che l’altro posto che ho frequentato un po’ più spesso sia Largo Venue.

Roma di giorno o Roma di notte?

Sono due cose completamente diverse: di giorno Roma è molto più soave come ambiente, più o meno ovunque vai, mentre di notte si trasforma e ha un sapore diverso che personalmente mi è sempre piaciuto di più.

Roma ad agosto?

Negli ultimi anni sono sempre stato a Roma d’estate e Roma ad agosto è molto triste e vuota. In più c’è un caldo molto forte e a tratti insostenibile, quindi anche meno cose da fare. Personalmente la preferisco durante le stagioni ordinarie, essendoci più posti aperti e generalmente più persone.

Qual è la cosa che proprio non sopporti di Roma?

Partiamo dal fatto che comunque Roma è la città dove sono nato ed è casa mia, quindi anche solo per questo la giustifico per tante cose. Però di Roma non mi piace il fatto che sia molto spenta rispetto ad altre città del Nord e anche poco europea. Per di più, se vogliamo parlare di problemi più comuni e di cose più pratiche, è una città che ha una viabilità improponibile, caotica e a meno che non abiti in centro non hai punti di ritrovo, posti aperti la sera. Non essendo del centro, questi problemi me li vivo tutti i giorni.

Vivere a Roma influenza il tuo modo di fare musica?

Assolutamente sì, credo che come per tutti i rapper in tutte le città il posto da dove vieni influenza molto la musica che fai. Però credo che in particolare Roma abbia un qualcosa in più che ti fa sentire un attaccamento maggiore e ti dia un’influenza diversa rispetto a tante altre città.

C’è qualcosa che Roma non offre a chi lavora nella musica?

Lavorare nel mondo della musica a Roma è molto difficile e scomodo, anche perché qui a Roma c’è poco, soprattutto per chi fa rap come me. Credo che nell’Indie o in altri generi musicali più leggeri qui si abbia molta più possibilità sia di suonare dal vivo sia di avere delle proposte che possono cambiare veramente qualcosa nella tua vita. Fare rap a Roma è difficile perché è di nicchia e non ci sono occasioni grosse fin da subito come a Milano; e sicuramente per essere capiti bisogna fare una gavetta molto più lunga rispetto ad altri posti.

Chi è il rapper romano che ti ha influenzato di più?

Ho sempre ascoltato rap romano da quando sono piccolo e probabilmente è stata la prima cosa che mi ha influenzato per ciò che riguarda la musica. I rapper romani che ho ascoltato di più sono Gemitaiz e generalmente l’Xtreme Team, Gose, Jesto, ad esempio, però credo che l’artista che mi ha influenzato di più sia Il Turco.

Ci consigli uno o più rapper di Roma che dovremmo seguire?

Tra gli emergenti, oltre a me, potrei consigliare Gallas, Mata, Sasv e Sewy. Mentre per le cose un po’ più underground, Il Turco e Gose, proprio recuperando la loro discografia che ha delle chicche clamorose.