Fri 29.11 2019

FKA twigs

Where

Fabrique
Via Fantoli 9, 20138 Milano

Who

  • FKA twigs

When

Friday 29 November 2019
H 21:00

How much

€ 28, 75 + d.p.

Foto di Sergio Albert

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  • Figure 8

    FKA twigs

  • Pendulum

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    FKA twigs

Courtesy of Spotify™

La fine del decennio, si sa, è fatta di bilanci ed è difficile trovare molti nuovi artisti degli Anni Dieci più rappresentativi di Tahliah Debrett Barnett, in arte FKA twigs. Come tutte le espressioni pop più avant degli ultimi anni, è cresciuta artisticamente nella contraddittoria e divisa Londra del nuovo secolo. Artista, producer, musicista, ballerina, performer e soprattutto una delle voci black più imitate e intense di oggi. FKA twigs rappresenta l'”Oggi” e in fondo le è bastato un album uscito ormai cinque anni fa, lo stupefacente “LP1”, per portarla dall’underground all’immaginario mainstream internazionale. Un miracolo per una che non ha mai ceduto a tentazioni troppo pop, nonostante una presenza scenica che le potrebbe permettere qualsiasi tipo di palcoscenico.

Dal trip hop con una tendenza destrutturante a cavallo tra bass music ed elettronica è approdata, con il nuovo “Magdalene”, su paesaggi sempre freddi e artsy di una forma canzone più tradizionale, molto lirica e drammatica, da risposta femminile alle ultime suggestioni di Arca. Tra i credit, Nicolas Jaar in co-produzione, Future come featuring nel già noto singolo “holy terrain”, e poi Metro Boomin, Oneohtrix Point Never e Skrillex. Per il suo ritorno in Italia aspettatevi una delle performance più scioccanti e sconvolgenti che vi possano capitare a tiro, non solo musicalmente. Se avete in mente i suoi video di pole dance sapete probabilmente a cosa state andando incontro. Basta spoiler, dunque. In un’epoca tendenzialmente arida di emozioni forti, FKA twigs è uno dei doni più preziosi di questo decennio che volge al termine. E la lunga stagione di live epocali degli anni Dieci potrebbe idealmente chiudersi venerdì 29 novembre in questa imperdibile data unica al Fabrique di Milano.

Written by Piero Merola