Tue 21.01 2020 – Sat 28.03 2020

The Dangers (As Far As I Can See) - Tony Lewis

Where

Galleria Massimo De Carlo
Via G. Ventura 5, 20100 Milano

When

Tuesday 21 January 2020 – Saturday 28 March 2020

How much

free

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Tony Lewis è a Milano per la sua seconda personale da Massimo De Carlo. Nel 2015 infatti l’artista americano di stanza a Chicago aveva realizzato, insieme al team della galleria, la mostra “Wordnonpseudo”, un’operazione interessante basata sul linguaggio, la matrice principale del lavoro di Lewis. Sono Lawrence Weiner, Sol LeWitt, Glen Ligon, Yoko Ono o Jenny Holzer gli artisti di riferimento quando Tony Lewis lavora sulla parola. Le sue opere rielaborano dei segni linguistici creando un sistema grafico focalizzato sul disegno – in particolare con l’uso della grafite, inizialmente solo grigia, poi, dal 2016, colorata – per poi sviscerare una pittura basata sulle forme. La parola lascia spazio al segno. Il segno lascia spazio alla forma. E ora, per il primo dialogo diretto tra le grandi carte realizzate dall’artista nel 2019 e il neoclassico spazio di palazzo Belgioso – seconda sede milanese della galleria – appare una nuova forza motrice nei soggetti rappresentati: quella della documentazione quasi fotografica, di un iperrealismo celato dall’uso minuziosissimo, denso e fisico della polvere di grafite.

Così l’opera di Tony assume un altro significato e il percorso è riflessivo, cauto, complesso e capillare. E il tracciato è chiaro, sin dagli esordi, quando nel 2014 fu invitato alla Whitney Biennal come artista più giovane, da poco uscito dalla Scuola dell’Art Institute di Chicago e all’inizio della collaborazione con Massimo de Carlo, in parallelo a Shane Campbell, precursore rispetto alla californiana Blum and Poe. L’evoluzione ha dunque visto prima le raffinate cancellature sui balloons di Calvin & Hobbes, che l’artista ritrattava cambiandone dettagli importanti – capelli che mutavano in stile afro sul piccolo ragazzino biondo, frasi che cambiavano significato perché sottratte alcune parole – attraverso l’uso della grafite; poi i grandi fogli con le lettere unite a fornire concetti falsamente casuali, ma chiari: costruzioni di significato che hanno poi lasciato il posto ai simboli fonetici.

E ancora le opere installative a parete, fatte di elastici, viti e grafite, ironicamente e criticamente ispirate al piccolo manuale “Life’s Little Instruction Book” di H. Jackson Brown Jr. Da citare la nota installazione ad Art Basel Unlimited nel 2016: Never argue with police officers, and address the as “officer”. Lewis lanciò in Europa un messaggio importante in un momento politico drammatico negli Stati Uniti e a Chicago, la sua città, dove la polizia e le forze pubbliche erano sotto accusa per abusi di potere. Quanto è interessante e complesso il linguaggio? Quanti giochi si possono creare attraverso le parole, rimanendo seri. Lewis ci mette in guardia su questi “pericoli”.

Written by Rossella Farinotti

Contenuto pubblicato su ZeroMilano - 2020-02-10