Pareti calde, luci raccolte, corpi dipinti e scolpiti che trattengono storie appena accadute, Keep thinking nobody does it like you here comes the sunset, la prima personale italiana di Jonathan Lyndon Chase, si presenta come un attraversamento intimo e pulsante dello spazio domestico, trasformato in organismo emotivo. Una casa che respira.
In sottofondo un suono continuo di acqua che scorre, forte, quasi insistente, come tubature che perdono, docce lasciate aperte, lavandini che non smettono di gocciolare. Un suono domestico che qui diventa presenza emotiva: l’acqua accompagna il percorso come una pulsazione, amplificando la sensazione che lo spazio stesso sia vivo, vulnerabile, attraversato da storie e stratificazioni.
Le figure di Chase abitano cucine, letti e soggiorni con una presenza concreta e disarmata: gesti minimi, attese silenziose, contatti che parlano di cura e prossimità. La pittura di Chase restituisce la quotidianità queer nera come centro dell’esperienza umana. Nulla è scenografico, e proprio per questo ogni scena è carica di intensità emotiva. Le superfici pittoriche, dense di colore e segno, trattengono il tempo che si deposita nei corpi e negli oggetti. Le stanze sembrano consumate dall’uso, attraversate da crepe dipinte, tubature visibili. Lo spazio si comporta come un corpo che ricorda, che assorbe gioia, fatica, desiderio. Chase costruisce una grammatica dell’intimità dove l’esperienza privata assume una portata politica senza mai diventare dichiarativa. Le scene sono immediatamente leggibili, attraversate da una luce calda e radente, quella del tramonto evocato dal titolo, che trasforma ogni ambiente in paesaggio psicologico. Ne emerge una mostra accogliente e potente, capace di parlare di comunità, cura, desiderio e resistenza con una forte delicatezza. Il sottofondo dell’acqua che scorre, come una memoria sonora persistente, rende l’esperienza ancora più corporea e immersiva, trasformando la visita in una vera permanenza emotiva.Una casa temporanea in cui entrare, sostare, ascoltare e riconoscersi.
Written by Ritamorena Zotti