Verso le quattro del mattino di questo recente Capodanno me ne stavo sul divano a casa di amici audiofili ad ascoltare Nik Bärtsch in qualità Qobuz da un impianto mefistofelico che occupa l’intero salotto.
La conversazione, vagamente alcolica, prosegue poi sulle memorie di un memorabile concerto di Esbjörn Svensson in un teatro milanese (forse il Menotti, ma potrei sbagliarmi), decadi orsono.
Da quando il piano di Esbjörn ha smesso di suonare, nel 2008, in tanti siamo rimasti orfani non solo di un gruppo nel pieno della sua maturità, ma anche di una certa sensibilità jazz nord-europea di cui gli E.S.T. erano i primi portavoci. Il piano (spesso preparato) come elemento architettonico, con le sue melodie cicliche intimiste, le linee potenti di basso e la batteria implacabile. Il tutto amalgamato con un senso del tempo più affine alla musica elettronica che alla grammatica jazzistica classica.
Parte dell’eredità di un certo tipo di fare jazz è spuntata a Manchester, dove un trio di musicisti appartenenti alla successiva generazione si è affermato come una delle formazioni più autorevoli e innovative del panorama jazz contemporaneo, distinguendosi per una proposta estetica che supera i confini di genere e si colloca in un territorio di sintesi tra jazz, elettronica e minimalismo di matrice colta.
Da qualche mese il loro ultimo album Necessary Fictions gira spesso nelle mie cuffie: mi ha colpito per l’uso dei sintetizzatori modulari, dal basso che prende spesso il posto del contrabbasso, dalle melodie che sono confezionate come fossero dei piccoli anthem house.
Lasciamo però il disco sullo stereo e andiamo a vederli in concerto: la dimensione live è infatti l’ambito principe dove godere della musica dei GoGo Penguin. In concerto, il trio restituisce una performance di grande rigore ed energia, in cui l’interazione tra i musicisti diventa il fulcro dell’esperienza d’ascolto.
Nelle venue più informali (con eventi con pubblico in piedi, come qui a Milano) il loro suono è potente e immediato, con pianoforti a volte amplificati o integrati da effetti. Ci sarà da divertirsi.
Written by Raffaele Paria