Ricordo con particolare interesse le parole pronunciate da Lisa Ferlazzo Natoli durante un incontro di alcuni anni fa: «Noi partiamo da delle scritture, ma poi il testo diventa parte di noi». È sempre significativo osservare come quanto dichiarato dagli artisti trovi poi concreta realizzazione sulla scena, facendosi carne e voce. Una cifra stilistica di lacasadargilla risiede, infatti, nel lavoro sui testi, attraverso la costruzione di una tensione costante tra attore e parola, che non si risolve mai in una semplice coincidenza.
Escaped Alone di Caryl Churchill si inserisce pienamente in questa prospettiva, offrendo un terreno privilegiato per indagare tale dicotomia. In scena quattro signore, interpretate da Caterina Carpio, Tania Garribba, Arianna Gaudio e Alice Palazzi, dirette dallo sguardo attento di Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni, e immerse negli ambienti visivi di Maddalena Parise, chiacchierano, apparentemente senza far altro. Ma quanto il parlare, sorseggiando un tè, riesce a raccontare di noi e delle nostre vite? Quanto un dialogo che sembra vuoto è in realtà carico di sottintesi? Non appare casuale, in questo senso, l’uscita nelle sale del film Father Mother Sister Brother di Jim Jarmusch, in cui tre situazioni insieme analoghe e differenti si intrecciano e si confrontano attraverso dialoghi solo in apparenza futili, capaci invece di far emergere la tensione costante tra realtà e finzione che attraversa ogni relazione umana.
Written by Francesca Rigato