Se devo identificare un pattern, una costante, negli ascolti che più mi hanno galvanizzato durante la mia discretamente lunga “carriera” di esploratore – del sacro e profano – musicale, c’è l’alternanza di mood e pattern ritmici all’interno della stessa traccia. Dal breakcore a free-jazz, dal nu-metal all’hyperpop, la schizofrenia musicale, condensata in pochi minuti, mi ha sempre toccato corde neurochimiche inedite.
Un disturbo dell’attenzione che come pochi Kim Dracula mi ha solleticato negli ultimi anni: un condensato di scudisciate death/black, bridge emo-core, virtuosismi vocali à la Faith No More, dark trap e improbabili digressioni jazz (fortunatamente ironico), spesso nel limite dei 4 minuti medi di una traccia del suo manifesto 2023 A Gradual Decline in Morale. C’è chi potrebbe, legittimamente, considerarla musica perfetta per estrapolare una miriade di reel e Tik Tok, e chi potrebbe, altrettanto legittimamente, percepirlo come un sostanziale pirla, ma, dal canto mio, non mi divertivo così tanto con un disco nu-metal – se così possiamo definirlo – dai tempi di Chocolate Starfish. Scusate se è poco.
Written by Andrea Pagano