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Thu 12.02 2026

Club Mondo: Bab L'Bluz + Club Mondo Soundsystem

Where

Circolo Magnolia
Via Circonvallazione Idroscalo 41, 20090 Segrate

When

Thursday 12 February 2026
H 20:00

How much

€ 15 + tessera ARCI

Contacts

Sito web

Il Marocco è stato teatro della mia guarigione personale. Ho preso un biglietto aereo senza data di ritorno, uno zaino, ho chiesto ad un’amica con le mie stesse ferite di accompagnarmi, e siamo partite. Ricordo un gentile tassista di Marrakech che decantò un proverbio che suonava più o meno così: Marrakech arnaquech, Agadir rien à dire, Essaouira et ça ira ovvero: a Marrakech solo truffe, niente da dire per Agadir, Essaouira tutto andrà (bene).

Premesso che nessuna truffa si è poi abbattuta su di noi, il proverbio mi è servito solo a capire che, in luogo dove tutto andrà, io volevo andarci. È così che ho speso alcune delle serate più indimenticabili di quel periodo – col cuore a pezzi – guardando l’Atlantico, fumando dell’ infimo tabacco e ascoltando musica Gnaua. Da quel momento, da quando il suono del guembri – sorta di liuto ricoperto di pelle di capra- e dei qraqebs – nacchere di metallo-mi sono entrati in testa, io non volevo fare altro. Capivo che quei suoni arrivavano dalla tradizione magrebina ma che erano anche altro. Erano suoni che insieme parlavano e ipnotizzavano – per guarire – l’ho capito in seguito. Sono suoni ripetuti, insistenti, nati da un dolore che non può essere mandato via ma resiste e fa parte dell’esistenza; il suono ti resta addosso mandando cuore e cervello in uno stato di semi trance che non si può dimenticare.

A diversi anni di distanza da quel viaggio, nel negozio di dischi dove mi reco spesso per scovare bellezze, ho (ri)scoperto quei suoni, come se avessi lasciato socchiusa una porta che mi ha immediatamente riportato al mare, alle mura bianche, agli gnaua del sud. Ho preso in mano un disco prezioso “Swaken” dei Bab l’ Bluz, gruppo che unisce il Marocco alla Francia passando per il Deserto. Il loro nome significa letteralmente la porta del blues a dirci subito che, sulla soglia, troviamo i suoni della tradizione mischiati alla contemporaneità.

Yousra Mansour è l’anima del progetto, è lei a dare la voce che accompagna il suono del guembri da lei elettrificato insieme a Brice Bettin, chitarrista francese, a cui si sono aggiunti Hafid Zouaoui e Jerome Barholomé, creando un suono più corposo e dinamico. Il risultato non è un gruppo musicale ma un’esperienza che travalica i confini delle definizioni musicali: è rock, è psichedelia, è trance, è tradizione. Swaken è denso di energie, Yousra canta in darija, dialetto marocchino, puntualizzando quanto l’elemento tradizionale possa essere ricchezza adattata ai nuovi sound.

Portare la musica gnaua sul palco facendola diventare più rock, diventa un’urgenza artistica, culturale e anche politica. La “porta del blues” si apre con la musica africana degli schiavi attraverso l’Oceano, il blues diventa un linguaggio universale ma è bene ricordare che è dal deserto che tutto ha origine. Poterli vedere dal vivo il 12 febbraio al Magnolia è un’occasione per entrare dentro i ritmi circolari della musica gnaua, ascoltare un rock sporco e psichedelico che ha il sapore del mare e del deserto marocchino.

Significa aprire una porta che sappiamo non si chiuderà mai. Il suono resterà sempre nelle nostre pance.

Written by Antonella Grafone