Se mi chiedessero chi considero un artista “true” nella scena rap italiana, la mia mentre non potrebbe che correre a Nicholas, in arte Egreen. Per carità, so bene che l’Italia è relativamente piena di MC che hanno sputato sangue per la prima disciplina, spesso limitandosi a raccogliere le briciole, ma se penso a quante craniate ha continuato a dare il rapper italo-colombiano di Busto per spingere l’arte in cui crede, con risultati concreti e poche chiacchere, non posso che rendergli onore. Le craniate che darebbe un toro, come quello che scalcia nel suo anthem 2014 Manolete (pezzo da cui non mi sono mai ripreso), le testate dure di un ariete, che mira a sfondare i cancelli della discografia underground con la sua Payback Records, etichetta autoprodotta che spinge giovani talenti che – udite udite – possono anche esimersi dal trappare. Fare trap non è obbligatorio, direbbe lui. Il 14 al Magnolia si festeggia il decennale di Beats & Hate, disco seminale frutto di un crowdfunding emblematico di quanto i suoi fan abbiano sempre creduto in lui (e di quanto lui abbia continuato a credere in loro). Ascoltate 26 dicembre per farvi un’idea. Ce lo porta a San Valentino perché, anche per odiare, ci vuole il cuore.
Written by Andrea Pagano