Essere doozy significa essere stupefacenti, essere fuori dall’ordinario, essere così particolari da lasciare a bocca aperta. Eccezionalmente bravi o eccezionalmente pessimi, in parole semplici: strambi. Esserlo o non esserlo? Silvia Gribaudi e Marta Dalla Via non hanno dubbi, e con questa convinzione nel cuore si sono dedicate alla creazione di uno spettacolo ispirato alla rivoluzione artistica e umana di due eroine che hanno vissuto per e nella danza, per e nel teatro. Nasce così THE DOOZIES – Eleonora Duse, Isadora Duncan e noi, in scena sabato 21 febbraio alle ore 21 al Teatro La Casa del Popolo di Castello d’Argile per la Stagione Agorà.
To be doozy è un’ espressione colloquiale americana di etimologia incerta – scrivono le autrici –. Potrebbe indicare il fiore, la margherita (daisy in inglese), potrebbe riferirsi ad una lussuosa marca di automobili sportive (Dusenberg) oppure, ed è la nostra opzione preferita, potrebbe omaggiare la divina attrice Eleonora Duse e il suo cognome italiano pronunciato goffamente oltreoceano: “Doozay”, “Doozee”, “Doosay”.
Le biografie di Isadora Duncan e di Eleonora Duse sono un’appassionante fucina di spunti narrativi e politici. Attraverso il loro esistere anticonvenzionale sono state pioniere del femminismo, del capocomicato, di un’arte che si preoccupi del presente. Queste Doozies senza trucco, senza punte, giudicate spesso fisicamente non conformi ai canoni estetici del loro tempo, grazie alla loro naturale originalità hanno generato stupore e meraviglia lasciando immense eredità per le generazioni future.
Ma dove sono questi lasciti – si sono chieste Gribaudi e Dalla Via – visto che, a più di cento anni di distanza, ci troviamo ad affrontare gli stessi identici discorsi, sul palco e fuori, le stesse battaglie per la parità, per i giusti compensi, contro la dittatura del physique du role e dei repertori stantii?
Indossando il viola, alterando i gesti, gettando il tutù nella buca dell’orchestra, guidate da euforia e istinto, dall’esempio di chi le ha precedute, le due interpreti danno voce e corpo alle amate eroine, libere di danzare e recitare libere, andando oltre le mode, le abitudini, le scuole di pensiero.
Tutto questo è già stato fatto. Già stato detto. Le convenzioni si rompono, si aggiustano e si rompono di nuovo, lo sappiamo, ma vogliamo uscire da questo moto perpetuo dove l’ossessione di essere originali limita creatività; in fondo preoccuparsi di essere il nuovo è una cosa vecchia. Non siamo Duse, non siamo Duncan, siamo solo due copione, originali però! The Doozies vuole essere un’opera intorno alla meraviglia della stranezza. Siamo convinte che le nostre stupefacenti antenate avrebbero apprezzato questa sfacciataggine visto che si sono continuamente schierate contro lo status quo anche quando era classico e mitico.
Written by LR