“Excellent Traveler” è il titolo di uno degli ultimi album di Nate Mercereau (2024), nonché una perfetta (auto)descrizione del polistrumentista statunitense. Non tanto un viaggiatore “reale”, perché negli anni si è spostato praticamente solo da San Francisco verso Los Angeles, dove ora fa base, quanto un viaggiatore musicale.
Per Nate la musica non è nient’altro che una possibilità infinita, sempre nuova: un (non)spazio e un (non) luogo dove sperimentare e percorrere ogni strada che si manifesta, e dove ogni meta non è che l’inizio di una nuova tappa. Il suo strumento è la chitarra, anche se è partito dal sax, e le sue trame sonore mescolano tappeti ambient, pulsioni jazz cosmiche e rivoli new age. Insomma, tutto quello che ci aspetta di trovare negli strati più mistici dell’assolata California.
Una mente così non può che essere iper prolifica e infatti le sue uscite discografiche sono tante quanto le sue collaborazioni: insieme a Johnson e Carlos Niño ha fatto uscire “Ojai Orange Grove Concert” e “Openness Trio”; sempre con Carlos Niño, ma affiancato da Surya Botofasina, ha pubblicato “Subtle Movements”; in duo con il sax di Sam Gendel l’hanno scorso ha rilasciato “Digi-Squires”; poi ancora la collaborazione con Idris Ackamoor, “Free, Dancing…”, e gli album da solista. Diverse anche le etichette che lo hanno ospitato, dalla How So Records all’interessantissima Leaving Records di L.A. (scaricatevi tutto il suo catalogo), fino a un passaggio sul classico dei classici: la Blue Note.
Curiosità: se nel 2023 Andre si è dovuto “scusare” con il mondo per non aver pubblicato un album rap, ma novanta minuti di musica ambient-jazz suddivisa in solo otto brani (“New Blue Sun”), è colpa anche di Nate Mercerau.
Written by Nicola Gerundino