THE ORIGINALS Listening Bar, il progetto di RNL a Milano, continua il suo viaggio nel tempo il 9 aprile, esplorando il decennio che ha riscritto le regole del clubbing europeo: quello degli anni 90, con la selezione musicale di un nome d’eccellenza come quello di Elena Colombi che con il suo stile eclettico ha attraversato i dancefloor dei festival più importanti d’Europa.
Un decennio che si è scrollato di dosso ogni etichetta, i Novanta non si sono mai dati una regola, e quando qualcuno ha provato a dargliela hanno risposto piazzando un imponente soundsystem in un campo del Kent. Sono stati gli anni in cui la club culture europea è esplosa nelle warehouse delle periferie di Manchester e Berlino per diventare una delle forze culturali dominanti del continente, ma anche in cui l’elettronica è strabordata oltre le barriere dei generi e delle prassi per diventare un ecosistema anarchico e multiforme. Democratizzazione di synth e sampler. Fanzine fotocopiate e primi forum online dove ci si scannava su cosa fosse o non fosse techno o tekno-con-la-k. Acid house, jungle, trip-hop, IDM, ambient, gabber, drum’n’bass: tempo di individuare e tratteggiare le caratteristiche di un nuovo genere che ne stava già nascendo un altro, così velocemente da rendere ogni etichetta obsoleta nel giro di un paio di cicli di festival. Sono gli anni dei rave illegali e delle prime leggi per arginarli, come il Criminal Justice Act in UK del ’94, che vietava i “raduni con musica ripetitiva”
Raccontare tutto questo tramite il suono è un’operazione che richiede orecchie esperte e attente. Per questo, a guidarci nel secondo appuntamento di THE ORIGINALS Listening Bar – il progetto che trasforma lo showroom RNLT in un tempio temporaneo dell’ascolto – è Elena Colombi, giovedì 9 aprile, direttamente da Londra al bancone scultoreo di Corso Garibaldi 73. Nella scena italiana elettronica si è solo affacciata, perché già nel 2008 Elena Colombi arrivava a Londra, dove si è costruita il proprio status all’interno della scena club locale. Uno di quei percorsi che non si pianificano ma si sudano, un set alla volta, un progetto alla volta.
Prima la curatela di un paio di feste a cadenza mensile e quella di Osàre!, eclettica label fondata da Elena e basata ad Amsterdam, poi resident di NTS, passando per i mix per FACT Magazine, i dj set al Dekmantel, all’Unsound, all’ADE, al Field Day. E anche Berghain, Boiler Room, Concrete, De School. Il tutto muovendosi con curiosità fluida e precisione chirurgica dall’industrial più ritmata all’EBM belga, dalla house alla techno di Detroit, dall’ambient oscura al post-punk.
Guardare ai Novanta oggi svela il profondo revival che stiamo vivendo: la vibe di quel decennio è ovunque, dai font acidi al concetto stesso di “scena” per come la intendiamo oggi. Non abbiamo però ereditato un pacchetto nostalgico, quando piuttosto l’attitudine da grande laboratorio che rifiuta le regole e va verso la sperimentazione. Trasversale, sfaccettata, mobile, Elena Colombi rifugge la stasi, anzi la sfida, creando connessioni impreviste. La sua listening session, infatti, non celebra i Novanta ma li smonta e decostruisce per fare emergere le frequenze sotterranee che hanno modellato quella decade e aperto la strada alle sonorità che sono venute dopo. Il design site-specific completa l’esperienza di questo viaggio nel tempo, sviluppato attorno al bancone scultoreo ricavato dai cofani storici Renault, retto da un impianto calibrato per un ascolto preciso e profondo e accompagnato da una lista di free-drink tematici che trasporta il decennio dentro a due proposte alcoliche e una analcolica.
Se la prima serata dedicata agli anni Zero era il racconto della grande transizione digitale post-ironica, questa è la base da cui ha potuto prendere forma, fatta di suoni, spazi e possibilità. Elena Colombi è la guida ideale per esplorarla con curiosità e precisione, senza neanche un briciolo di nostalgia.
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Written by Benedetta Pini