Hyperpop, trap – o meglio jerk -, synth melodici 2010’ ma anche bassi e mix saturi tra il super fuzzed e il distorto. Voci pitchate alla Dean Blunt – o meglio alla Babyfather -, dosi massicce di internet e di moda, e altrettanto culto della personalità, che si potrebbe assolvere con un attitude “visionaria” figlia di Kanye. L’imperativa fluidità di genere – non necessariamente di gender -, che da una parte sembra voler esulare e rifiutare l’incasellamento in compartimenti predefiniti, e dall’altra rimarcare un’ideale tipico degli ultimi trent’anni, progressivamente turbocapitalizzato nel tempo: qualcuno direbbe “impossible is nothing”, nel suo caso è solamente la volontà di non volersi definire perché alla fine non bisogna veramente scegliere di essere qualcosa, la verità è che puoi essere tutto quello che vuoi, quando lo vuoi – o meglio io questo ci vedo.
E quell’ “OK“, che in questo momento più che mai sembra il tocco di benedizione di tutti i nuovi talenti della scena UK.
È questa la “ricetta” che mi viene in mente se devo spiegare di cosa sia fatto fakemink a qualcuno che fakemink non sa chi sia.
Young prodigio della nuova scena britannica di cui fa parte anche il blasonato EsDeeKid, l’ultima – e unica – volta che l’artista Londinese è apparso pubblicamente a Milano era lo scorso febbraio in piena fashion week: dopo aver sfilato per il brand più appropriato dal mondo trap – fermandosi tra l’altro nel mezzo della camminata tirando fuori lo smartphone dal borsello per un breve check contraddistinguendosi con uno stunt senza precedenti -, è salito sul palco dello show serale per una vera e propria comparsata insieme al rapper mascherato di Liverpool sopracitato, cantando, o meglio “trappando” (aka creando hype sul palco con il playback senza formalizzarsi troppo sulla rappata) la loro hit che inneggia alle ciabatte di Louis Vouitton, LV Sandals.
Alla festa di Gucci.
Difficile avere 20 anni e non pensare di poter fare quello che vuoi se questo è quello che sei riuscito a raggiungere in così poco tempo. Se non che età giovane è anche sinonimo di ingenuità, e dopo una recente partecipazione al Rolling Loud con una performance un po’ goofy e l’uscita del suo album di debutto “Terrified.” ritenuta da alcuni giornalisti un po’ sotto le aspettative, le critiche all’artista sono arrivate con la misericordia che contraddistingue internet, e la sua aura si è ridotta.
È dunque già la fine del nostro eroe della Gen Z? Spererei di no, anche se la musica e i musicisti sono al minimo storico per durata. L’unica cosa certa è che fakemink è ancora presente, e arriva al Fabrique questo Lunedì. Quale modo migliore per scoprirlo se non andarlo a vedere di persona?
Written by tommont