Dopo l’uscita dell’album [ˈfʊ.mu], il musicista e compositore Simone Faraci presenta “scìnni”, il nuovo live set elettroacustico che porterà l’universo sonoro del disco all’interno del cartellone della rassegna CLOSER – Becoming The City, mercoledì 8 luglio nel Padiglione Esprit Nouveau di Bologna.
Il titolo, scelto con cura nel dialetto siciliano dell’artista, racchiude un’ambiguità semantica profondamente siciliana: scìnni significa letteralmente “scendi”, ma viene comunemente utilizzato anche per indicare l’atto di “andare”, il muoversi attraverso un territorio. La performance si configura così come un movimento che attraversa e ridefinisce continuamente il paesaggio sonoro.
Più che una riproduzione del disco, scìnni ne espande la logica spaziale e materica. Attraverso improvvisazione, live processing e una partitura topografica aperta, Faraci modella in tempo reale forme instabili, texture sotterranee e memorie residue. Il set si muove tra ritmi decostruiti, basse frequenze dense e materiali vocali alterati, attingendo a riferimenti che spaziano dal rock alla musica ambient, fino alle pratiche acusmatiche di maestri come Bernard Parmegiani.
Il live set emerge direttamente da [ˈfʊ.mu], il lavoro discografico che conclude un ciclo di ricerca iniziato con Mføku e Xiamma. Il disco, uscito ad aprile su Slowth Records, è costruito attorno all’idea di residuo: materiali marginali, intuizioni sospese e tracce provenienti da un “mondo infero”, uno spazio simbolico che richiama l’entroterra siculo, terra di miniere e cavità.
Caratterizzato da titoli scritti esclusivamente in alfabeto IPA (International Phonetic Alphabet) per ridurre la nominazione al puro suono, l’album si colloca in una dimensione rarefatta dove il tempo non è lineare, ma procede per soglie, arresti ed esplosioni improvvise di energia. Tra le influenze dichiarate figurano giganti della sperimentazione come David Toop, William Basinski, Oneohtrix Point Never e John Zorn.
Written by LR