Che pure Bologna sia in preda alla fissa del cibo è chiaro da tempo, a prescindere dall’Expo. Almeno turisticamente sta diventando una città dove si mangia e beve e basta, anche se poi stringi stringi si mangiano quasi sempre le stesse cose e spesso bisogna stare attenti alle fregature. Per molti è una cosa di cui andar fieri – la GRANDE TRADIZIONE GASTRONOMICA BOLOGNESE FAMOSA IN TUTTO IL MONDO – per altri è solo un modo per impacchettare la città in uno stereotipo fichetto, anzi proprio F.I.C.O., come l’enorme Parco del Cibo di Eataly World (società costituita da Eataly e Coop) che dovrebbe prendere forma in periferia (via Paolo Canali 1) probabilmente verso la fine del 2016.

Accanto alla politica, però, continua ad avanzare dal basso una filosofia legata al consumo critico, che parte dai mercatini come quelli di Campi Aperti o lo storico Mercato della Terra e si propaga positivamente altrove, quando non è solo radical chic. In questi casi la qualità è un concetto che torna a riempirsi di significato e, soprattutto, trasparenza. Troviamo quindi luoghi che espongono la lista dei propri fornitori, preferibilmente del territorio, accanto ad altri che mettono in mostra i propri laboratori e il proprio modo di lavorare. Non è certo un’equazione perfetta, ma funziona certamente se c’è anche la fiducia, fattore sempre più decisivo.

Così pure nei bar, dove oltre a pretendere anche una cucina, si inizia a bere meglio, con tutta una serie di alternative ai soliti cicchetti, spritz, ginlemon, vodkatonic. E con una bella “new entry”: la figura del barman (non barista, attenzione), quello bravo a fare i cocktail.

Unendo un po’ tutto abbiamo stilato una lista di quelli che, secondo noi, sono i posti migliori aperti nel 2015.

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