STAMPA

Un quartiere di carta

Guida alle stamperie iconiche del quartiere politecnico

quartiere Bovisa

Written by Piergiorgio Caserini il 7 April 2022 Aggiornato il 11 April 2022

In Bovisa le strade nel corso degli anni si sono dedicate alla vita dello studente politecnico. Adattate alle loro esigenze, che in fondo sono tre: il cibo, la carta e la modellistica. In particolare, le seconde – stamperie e negozi di stampa 3D o miniature da modelli – sono tra le attività più leggendarie, più riconosciute, storicizzate e, per alcuni, eterne. A differenza delle tavole calde, delle gastronomie o delle panetterie o le hamburgerie, che cambiamo in tempi relativamente stretti, quelle attività governano le necessità politecniche da anni, decenni.

La Bovisa è il regno degli studenti Politecnici. Più che Piola, in fondo, e questo perché l’intero quartiere è stato modellato a loro immagine e somiglianza. Basta presenziare all’apertura delle danze, davanti alla Stazione del passante ferroviario alle nove del mattino, per vedere uscire a frotte qualche migliaio di studenti, chi s’incammina a Nord e chi a Sud, chi al Campus La Masa chi a Durando. Se i dipartimenti di Ingegneria sono proprio a ridosso della Stazione, ne seguono i binari affacciandovisi sopra, per arrivare alla sede del Design meneghino bisogna passare attraverso un paio di vie parallele. Sono Via Giuseppe Candiani e Don Giuseppe Andreoli, tagliate da via Fra Giovanni Pantaleo, e poi da Giovanni Durando: sono il regno delle stamperie a Milano Nord. Per primo, un nome risuona nell’aere del Campus Durando, un nome che ricorre in via Candiani, dipinto di giallo e dalle risonanze fiabesche: sono i Grimm. I fratelli Grimm. Qui vi diciamo che sono il top. La stamperia più in gamba ma soprattutto vernacolare, piccola ma super efficiente. C’è a chi non piace, lo sappiamo. Lo si legge ormai pure sui commenti Google. Ma soltanto perché chi li fa non si sa divertire. Sì, perché la qualità massima dei Grimm è quella del commento, della chiacchiera, della battuta, che si mescola inevitabilmente al consiglio azzeccatissimo e al suggerimento tecnico di cui avevi un estremo bisogno ma ancora non lo sapevi. Ti leggono dentro, leggono le carte, e per farlo devono conoscerti. E quale modo se non prendendoti un po’ per il culo? Per noi è un 5 stelle. Poco da dire.

Un tragitto modellato a immagine e somiglianza degli studenti

Subito dopo viene Digital Area 102, altra realtà che campa da un decennio abbondante. Più accogliente, ci si sta in tantissimi ed è sempre piena. Addirittura i tavoli da lavoro, i computer a cui affidarsi se ti sei dimenticato qualche cosa sul PC invece che sulla chiavetta. Disponibilissimi, tanti e frequentatissima. Più normie, ecco. Aperta di sabato, è il salvataggio dello studente in ritardo.

Poi Gigi 2000, simpatico e svelto, con stampe da plotter per dimensioni micromillimetriche, un mucchio di scelta cartacea in campionario, belli e bravi e concorrenziali. Più rough. Adatto a tutti. Tanto che se ci andate in periodi d’esame potreste dover affrontare code di ore. Parliamo di sei, sette, otto ore. Semmai vi dovesse capitare, andate lì alle sei del mattino. Un consiglio dato dall’esperienza.

Ce ne sono molte altre, che forse hanno meno racconti. Eccezion fatta per il PoliPrint, interno al Politecnico, che la vince di simpatia e irruenza, ideale per le stampe all’ultimo secondo. Mentre last but not the least, dobbiamo citare l’altro mito assieme ai Grimm: Protoshop. Più legato alla modellistica, con listelli di abete, pioppo, betulla, listarelle varie, muschietti e alberelli, taglierini e tagli laser, si dedica principalmente agli studenti di prodotto e interni. Eroici.

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