La corte della risaia

ZERO here: si sente in campagna.

Contacts

La corte della risaia Via Bardolino, 30
Milano

Time

  • lunedi 12–15
  • martedi 12–15
  • mercoledi 12–15
  • giovedi 12–15 , 19–23
  • venerdi 12–15 , 19–23
  • sabato 12–15 , 19–23
  • domenica 12–15

Please always check the reliability of the information provided.

Prices

Written by Simone Muzza il 5 November 2018
Aggiornato il 13 November 2018

Correre attraversando zone della città che non conosco e che non ricordavo è uno dei vantaggi del podista (runner sucks!). Certo non un toccasana per i polmoni, almeno a Milano: così ogni tanto per ripulirsi vale la pena spingersi tra le stradine strette del Parco Sud Agricolo, ai confini della città e poi nell’hinterland.
È così che ho scoperto il ristorante La corte della risaia, nella campagna della Barona sulla strada che porta ad Assago, ma ancora nel comune di Milano. Palazzoni a sud e a est, grattacieli a nord e a ovest: in mezzo risaie, trattori, cascine abbandonate e non, automobilisti che si incazzano perché due auto alla volta proprio non ci passano.

Prenoto un tavolo la prima domenica utile (se è bello veniteci in bicicletta!), tediando i miei ospiti con le stesse parole che ho scritto qui sopra, curioso di assaggiare i piatti di questo locale (ex opificio e ospedale militare) e sempre alla ricerca di trattorie italiane fuori dal coro imperante sushi-poke-burger-bastachenonsiacibotradizionale.
L’oste è ospitale e ci fa accomodare in uno dei migliori tavoli, lo spazio è ampio e rustico (non quello finto tipo mattoni-a-vista), il menu – fin troppo vario – spazia tra cucina toscana, lombarda (con molti ingredienti delle cascine del Parco Sud Agricolo) e pesce. Nell’attesa ci portano dei crostini al lardo e un buonissimo pane fatto in casa ancora caldo.

Probabilmente condizionati dall’ambiente e dal tempo autunnale, optiamo per la carne: come primo pappardelle fatte in casa al ragù di cinghiale (molto buone) e risotto alla milanese con ossobuco (perfetto l’ossobuco, dal risotto mi aspettavo di più ma sono parecchio viziato); di secondo brasato di manzo (eccezionale) con polenta (unica nota stonata) e medaglione di vitellone del Parco Sud in crema di senape (bomba!).
Ogni giovedì, su prenotazione, c’è la serata bollito all-you-can-eat: carne a “km zero” servita con salsa verde e verdure in aceto a 18,50 €, compreso di acqua e coperto. Per il vino fate voi, ma ci sono sempre molte proposte anche al bicchiere, e l’oste non si tira indietro anche se deve aprire apposta una nuova bottiglia, anzi.
Il sabato, invece, il ristorante ospita spesso eventi del tipo “cena con delitto”, per cui informatevi prima se, come me, potreste essere voi a uccidere qualcuno in caso vi trovaste protagonisti di una performance simile.

Le porzioni sono molto abbondanti, saporite e ben condite: il che non significa per forza pesanti, però insomma se siete abituati a mangiare solo sushi e poke forse ci mettete un po’ a digerire. D’altronde, si sa, la cucina milanese abbonda di burro, e pure quella Toscana in quanto a calorie non scherza.
Insomma, da provare dopo una corsa di almeno 15 km: dicevamo, i vantaggi del podista.