Dopo otto anni di [Bu:r], Eugenio Boer e Carlotta Perilli cambiano scala senza cambiare casa. In via delle Pioppette 3, a pochi passi dal ristorante di via Mercalli, ha preso casa Burbero, un wine bar con cucina di appena 40 metri quadrati dove il vino prende il centro della scena e la cucina si fa più libera, informale, da condividere.
Qui non ci sono grandi cerimonie. Ci sono bottiglie, piccoli produttori, salumi, formaggi, ingredienti stagionali e piatti da mettere in mezzo al tavolo, insieme ad alcune delle preparazioni che hanno segnato il percorso di Boer, come il celebre macaron di piccione.
Il nome, Burbero, racconta già parecchio. Un po’ ruvido, apparentemente schivo, ma capace di diventare accogliente una volta superata la prima impressione. È un’attitudine che si ritrova anche nello spazio, progettato da KICK.OFFICE. Il cuore del locale è il grande bancone centrale, attorno al quale succede praticamente tutto: si cucina, si serve, si beve e si chiacchiera. I 40 metri quadrati obbligano alla vicinanza e trasformano il servizio in una sorta di chef’s table continua, con cucina e sala praticamente una cosa sola. Niente distanza tra chi prepara e chi mangia, insomma.
Burbero mantiene con [Bu:r] un rapporto evidente, ma sceglie deliberatamente un’altra dimensione. Se [Bu:r] è il ristorante, Burbero è il posto dove si può passare per un bicchiere post-cena. O dove fare iniziare tutto, fate un po’ voi.