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A Bologna apre la Biblioteca Eco: 32mila libri, nello stesso ordine in cui li aveva lasciati il professore

Written by Salvatore Papa il 2 July 2026

“Nessuno può aver letto o leggere tutte le opere che contano”, diceva Umberto Eco. E se lo diceva lui, bisogna crederci. La sua biblioteca casalinga contava più di 32 mila volumi, “non solo un luogo in cui si raccolgono libri – sosteneva -, anche un luogo che li legge per conto nostro”.

Dopo una lunga disputa burocratica, la maggior parte di quei libri sono stati affidati in comodato d’uso all’Alma Mater di Bologna per 90 anni. Tranne i volumi più antichi (venduti dalla famiglia per 2 milioni di euro), che sono andati alla Biblioteca Braidense di Milano, tutti gli altri – donati allo Stato – dall’1 luglio 2026 si potranno trovare nella nuova Biblioteca Eco, nell’ala novecentesca di Palazzo Poggi, con ingresso da piazza Puntoni 2.

Il trasferimento rappresenta anche un ritorno simbolico: a Bologna Eco ha, infatti, insegnato dal 1971 al 2007, formando generazioni di studiosi e contribuendo a fare dell’Alma Mater uno dei principali centri internazionali di ricerca nel campo della semiotica e delle scienze della comunicazione.

La particolarità del progetto è che non si è limitato a spostare una collezione di libri da un edificio all’altro. Prima del trasloco ogni scaffale è stato rilevato e documentato, registrando la posizione dei volumi, le sequenze tematiche e gli accostamenti tra autori e discipline. Il risultato è che la disposizione originaria è stata ricostruita quasi integralmente, mantenendo il principio del “buon vicino” teorizzato dallo storico dell’arte Aby Warburg e fatto proprio da Eco: libri apparentemente lontani tra loro finiscono per dialogare, suggerire collegamenti, aprire nuove piste di ricerca.

Tra gli scaffali convivono filosofia medievale e cultura pop, semiotica e letterature europee, gialli, fantascienza, fumetti, cabala, occultismo e feuilleton. C’è anche un’importante raccolta dedicata allo stesso Eco: oltre duemila edizioni delle sue opere tradotte in decine di lingue, centinaia di studi sul suo lavoro, tesi di laurea e di dottorato, copie annotate dei suoi romanzi e sezioni dedicate ad autori fondamentali per il suo immaginario, come James Joyce, Jorge Luis Borges e Gérard de Nerval.

“Una biblioteca non è una somma di libri – raccontava Eco nella sua lectio magistralis alla Fiera internazionale del Libro di Torino nel 2007 – è un organismo vivente con una vita autonoma […] La biblioteca non è solo il luogo della tua memoria, dove conservi quel che hai letto, ma il luogo della memoria universale, un repositorio dove al limite tutto si confonde e genera una vertigine, un cocktail della memoria dotta”.

La Biblioteca Eco è accessibile per la consultazione e per visite guidate su prenotazione, scrivendo a bibliotecaeco@unibo.it.