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Emilia Romagna Teatro e Bluemotion insieme su Radio 3 per la Giornata Mondiale della Poesia

Written by Valentina Scocca il 20 March 2026

In occasione della Giornata Mondiale della Poesia 2026, sabato 21 marzo 2026 alle 20.30 andrà in onda su Rai Radio 3 e in straming su RaiPlay Sound “Di vetro”, una produzione speciale tra ERT/Teatro Nazionale e il collettivo Bluemotion, con protagonista l’attrice Jasmine Trinca, che legge i testi tratti dal libro Vetro, Ironia e Dio (Glass, Irony and God) della poetessa e studiosa canadese Anne Carson.

Il progetto nasce dalla collaborazione ormai consolidata tra Rai Radio3 ed Emilia Romagna Teatro ERT/Teatro Nazionale che negli anni ha costruito un solido dialogo tra teatro e radio, capace di portare l’esperienza delle arti dal vivo ad un pubblico più vasto, in occasione di alcune ricorrenze del calendario culturale e civile.

Le potenti parole di Anne Carson nella versione radiofonica prendono vita attraverso la voce di Jasmine Trinca, attrice molto amata dal cinema italiano e internazionale, che ha debuttato a teatro nel 2018 con uno spettacolo diretto da Katie Mitchell proprio coprodotto da ERT.
La regia è di Giorgina Pi, artista e ricercatrice che ha all’attivo numerose collaborazioni con ERT, fondatrice della compagnia Bluemotion e direttrice artistica dello spazio indipendente Angelo Mai a Roma. Le musiche sono di Valerio Vigliar, compositore attivo nel cinema e nel teatro, Premio Ubu 2021 per la musica e il disegno sonoro dello spettacolo Tiresias diretto da Giorgina Pi.

Scrive Giorgina Pi nelle note di regia: “Di vetro nasce da una passione antica per un testo che continua a sorprendermi per la sua capacità di non consolare il dolore. E poi dall’amicizia con Jasmine Trinca, artista luminosa e indomita. Se apparentemente è di vetro l’atmosfera in cui la protagonista vive in quest’opera, è sui resti taglienti rimasti sul pavimento che chi legge cammina. È qui che io e Jasmine abbiamo provato a camminare”.

Il testo di Anne Carson è uno dei più intensi della letteratura poetica contemporanea, pubblicato nel 1995 e considerato fin dalla sua uscita un momento decisivo per la poesia di lingua inglese di fine millennio.
L’autrice canadese costruisce un dispositivo che tiene insieme autobiografia, critica letteraria, poesia, letture di Emily Brontë e sequenze visionarie, una struttura complessa, come se due piani della realtà si sovrapponessero: la memoria personale e la riflessione critica.

Scrive Giorgina P: “Più che costruire metafore, il testo monta materiali eterogenei per raccontare “quest’anima intrappolata nel vetro” che è la vera creazione di Emily ma anche di Anne. Ciò che emerge è una catena di immagini, un movimento dell’anima che sopravvive all’esperienza di sé stessa e ci lascia con la sensazione che solo la poesia sia abbastanza capiente da raccontarla”.

Emily Brontë non è soltanto un riferimento, diventa una presenza nel poema: la narratrice legge la sua opera mentre attraversa il proprio dolore, e l’asprezza di Brontë diventa il luogo attraverso cui pensarlo. Emily Brontë e Anne Carson sono accumunate da una condizione, quella di essere persone destinate a guardare: “Alcune persone guardano, è tutto ciò che posso dire./ Non c’è nessun altro posto dove andare, / nessuna sporgenza a cui aggrapparsi”.