Spesso, quando si parla di un festival, si guarda immediatamente al numero della sua edizione: la prima, la seconda, la ventesima. Un dato che sembra soltanto cronologico, ma che in realtà misura qualcosa di più profondo. Da un lato, ogni nuova edizione conferma la tenacia di un progetto culturale in un panorama spesso precario; dall’altro costruisce una continuità, una narrazione riconoscibile fatta di scelte artistiche, linee programmatiche e relazioni con il territorio.
Ecco, quindi, che parlare del FringeMI vuol dire notare che questa è l’ottava edizione e che amplia ulteriormente la propria presenza nella città: dal 22 maggio al 6 giugno 2026 coinvolge diciassette quartieri e propone oltre duecento eventi disseminati nello spazio urbano. Un festival che, anno dopo anno, sembra trasformarsi sempre più in una mappatura culturale di Milano, capace di attraversarne zone centrali e periferiche, luoghi consolidati e spazi inattesi.
Restituire centralità a chi guarda.
All’interno di questa costellazione di appuntamenti, un ruolo di particolare rilievo è occupato dal cosiddetto “programma ufficiale”: ventiquattro spettacoli selezionati che andranno in scena dal 2 al 6 giugno. La formula è semplice ma significativa: ogni performance viene replicata per cinque sere consecutive nello stesso luogo, diventando parte di un concorso che coinvolge direttamente il pubblico. Saranno infatti spettatori e spettatrici, attraverso il proprio voto, a decretare lo spettacolo vincitore, che entrerà nella programmazione della stagione successiva del Teatro Elfo Puccini.

Ed è forse proprio questo uno degli aspetti più interessanti del FringeMI: il tentativo di restituire centralità a chi guarda. In un momento in cui il pubblico rischia di essere relegato a una posizione puramente passiva, qui gli viene affidata una responsabilità concreta. Certo, si tratta di un voto legato al gusto e al coinvolgimento personale, ma il gesto assume comunque un valore simbolico importante: partecipare alla costruzione di un percorso, contribuire alla memoria e all’identità del festival stesso. Un meccanismo che, con il tempo, potrebbe trasformarsi anche in una forma di consapevolezza critica collettiva. Orientarsi tra i ventiquattro spettacoli del programma ufficiale significa allora anche scegliere un modo di attraversare la città. Si può seguire la geografia dei quartieri – tornando in luoghi abituali o lasciandosi guidare dalla curiosità verso zone meno frequentate – oppure affidarsi alle tematiche e alle poetiche proposte dagli artisti. Cosa succede quando il teatro lascia gli spazi istituzionali e arriva a Greco, Vigentino, Corvetto, Cenisio, Ponte Lambro e Quinto Romano? O in luoghi dove da otto anni ormai si riconferma come NoLo – luogo in cui era nato il Festival – Adriano, Gallaratese, Lambrate, Martesana, Città Studi-Acquabella (Cistà), Ortica, Dergano, Calvairate-Romana, Villapizzone, Barona, San Siro e Giambellino-Lorenteggio.
Il teatro arriva nei bar, nei laboratori, nei ristoranti e bistrot, nelle officine e più che occupare la città, FringeMI sembra produrre temporaneamente nuove modalità di abitarla: i quartieri non diventano soltanto sedi di spettacolo, ma luoghi attraversati da comunità temporanee di spettatori.

PROGRAMMA UFFICIALE
TUTTI I 24 SPETTACOLI SONO IN SCENA DAL 2 AL 6 GIUGNO
(*dal comunicato stampa)
Cistà Fringe
Spazio Tadini Casa Museo – Via Niccolò Jommelli, 24
Ore 21.00
ALFONS(IN)A | UN TENTATIVO BIOGRAFICO MAL RIUSCITO
di Marta Bulgherini
Lo spettacolo, con Marta Bulgherini e Diego Frisina, racconta la vita di Alfonsina Strada, prima e unica donna ad aver gareggiato contro gli uomini al Giro d’Italia, nel 1924, quando l’Italia era preda del fascismo. Da un’infanzia di povertà e sopraffazioni all’incontro fortuito con la bicicletta, l’amore per Luigi Strada, la volontà assoluta di continuare a pedalare. Alfonsina cresce attraversando scherni, paure e divieti, rimanendo sempre fedele al suo sogno di diventare una ciclista professionista. Una storia epica di sudore, tenacia e riscatto, che fa sperare in un futuro migliore.
Sipario? E se lo spettacolo fosse invece appena iniziato? Se la biografia di Alfonsa fosse in realtà solo lo spunto per riflettere sul nostro spasmodico bisogno di vite mitiche e lieti fini? Perché alla fine: cosa è che ci rende eroi? Le grandi imprese o il resistere, nonostante tutto?
TRIGGER WARNING! Scene sessuali esplicite. Vietato ai minori di 14 anni.
Calvairate Romana Fringe
Cascina Cuccagna – Via Cuccagna, 2/4
Ore 19.30
BEH, DAI, CARINO
Beh, dai, carino di Fucina Zero è la tragicomica avventura di Mario Rossi, attore squattrinato di giorno, centralinista disperato di notte. Tra una chiamata inferocita e l’altra, il suo compito è ascoltare lamentele su pacchi smarriti e consegne mancate. Il mondo intero lo opprime, sì, ma Mario ha una valvola di sfogo nascosta, e trova conforto in un’insospettabile passione: scrivere recensioni su tutto, dai ristoranti alle sartorie, passando per alberghi in cui non ha mai messo piede. Diviso tra la famiglia che lo vorrebbe “sistemato” e un mercato del lavoro che lo ha già consumato, Mario tenta di trovare un senso nel caos. E se il mondo lo giudica continuamente, perché non restituire il favore? Tra cene di Natale disastrose, interviste scomode, notti di follia, e canzoni, lo spettacolo è un viaggio nell’ossessione moderna per le recensioni, il successo e il bisogno disperato di voto soddisfacente… almeno nella vita.
NoLo Fringe
Hug – Via Giulio e Corrado Venini, 83
Ore 22.00
BLACK UP | NON SONO RAZZISTA PERÒ…
Hai presente quelle frasi che iniziano con “non sono razzista, però…”? Ecco. Assane Diop parte proprio da lì. Cresciuto a Brescia, accento mezzo bresciano, tifa Inter, ma per qualcuno resta sempre “quello di fuori”. In un’ora di stand-up veloce e pulita, smonta pregiudizi, frasi fatte e momenti imbarazzanti che conosciamo fin troppo bene. Comicità diretta, zero morale, tante risate. Se ti riconosci in almeno un “però”, sei nel posto giusto.
TRIGGER WARNING! Razzismo.
NoLo Fringe
Hug – Via Giulio e Corrado Venini, 83
Ore 20.30
BUENAS TARDES SEÑORA PRESIDENTA
Il corpo della donna, la gravidanza, l’aborto, sono un piano privato che si trova obbligato a riversarsi sul piano pubblico. Quando a Francisca González viene comunicato che il feto è affetto da una condizione incompatibile con la vita, capisce che l’interruzione di gravidanza è l’unica strada percorribile. Eppure, la legge cilena non glielo consente. Dovrà testimoniare in parlamento affinché la “ley en tres causales” venga approvata, con un solo voto favorevole a fare la differenza, nel 2017. Marzia conosce Francisca in un viaggio in Cile e capisce subito di voler raccontare la sua storia. L’incongruenza tra il linguaggio della politica e quello esistenziale dà luogo a una crepa che viene indagata in un racconto che mescola i piani, le lingue, le storie. Tra sfere di ogni dimensione, un quadro legislativo che precipita nell’altro, il verde dei fazzoletti in America Latina che si confonde con il rosa shocking italiano e commenti di Facebook che invocano Dio e punizioni eterne.
TRIGGER WARNING! Aborto.
San Siro Fringe
mare culturale urbano – Via Quinto Cenni, 11
Ore 19.30
CABAREXTRA VOLTAIRE EP.13 – MI CHIAMO CASSANDRA (NON MI CREDERAI)
Cabarextra Voltaire presenta: Mi chiamo Cassandra (non mi crederai) di Giulia Trivero, per la prima volta in un format ibrido tra radio, podcast e performance. Il testo restituisce voce a Cassandra, donna spezzata dalla violenza che trova nelle parole un appiglio per raccontare il mondo. Nato da una ricerca sulla profetessa, il monologo intreccia mito e contemporaneità, parola teatrale e poetica, attraversando dolore e forza di chi è strappata alla propria terra e al proprio corpo. Scritto per il Premio Virginia Reiter e presentato all’Elfo Puccini per la seconda edizione di Sottopalco, Mi chiamo Cassandra (non mi crederai) prende forma nel 13° episodio di Cabarextra Voltaire, podcast registrato in diretta radio di fronte al pubblico. L’ascolto diventa atto collettivo, riportando al centro testo e voce per aprire un dialogo con il pubblico. La performance si chiude con una talk con l’autrice, ogni sera a partire da un tema diverso del testo, per esplorarlo insieme da prospettive nuove.
TRIGGER WARNING! Violenza sessuale.
Corvetto Fringe
Centro Polifuzionale Polo Ferrara – Via Mincio, 23
Ore 19:30 (2 giugno) – 18:00 (3-6 giugno)
CASA MIA
Casa mia è un racconto personale, scritto e interpretato da Pietro Maccabei, una galleria di ricordi privati che, tuttavia, trova qui un respiro più universale. Ognuna delle brevi storie, spesso comiche, che viene raccontata, porta lo spettatore a rivivere una delicata fase della vita: la fine dell’infanzia. I siparietti tra nonna e padre, la musica, le canzoni, Berlinguer e il comunismo, l’idea che in casa non possa accadere niente di male a nessuno, piccoli e grandi lutti, speranze, litigi e illusioni sono gli ingredienti di questo affresco di un’Italia familiare e politica. Non siamo davanti solo ad un luogo, ma ad un sentimento, un’epoca, uno spazio/tempo emotivo in grado di accogliere chiunque e dove ogni spettatore può sentirsi anche casa sua.
Dergano Fringe
La Ribalta – Via Cevedale, 3
Ore 19.30
DISTINTI SALUTI
Distinti saluti, di Sara Baldassarre e Letizia Buchini, è una performance che intreccia confessione personale e dimensione generazionale. Al centro c’è il corpo di Sara: ostinato, consumato dal peso delle aspettative, sospeso tra il sogno e ciò che non accade mai. Lo spazio scenico è essenziale, abitato da pochi oggetti-simbolo: una sedia ergonomica, una pedana-piedistallo e un grande buio attorno alla performer. Ogni elemento diventa materia di un dialogo disperato con un interlocutore fantasma. Si alternano stand-up, slam poetry, autoironia e confessione intima, seguendo le quattro fasi del burnout: entusiasmo, stagnazione, frustrazione, apatia. Voce e corpo restituiscono questa parabola fino allo svuotamento. Il crescendo si spezza solo nel finale, quando nasce la liberazione: non il mito tossico del “grande salto”, ma la scelta di un piccolo sogno quotidiano. Distinti saluti diventa così una drammaturgia del disincanto, che trova nel reale, e non nella promessa di successo, il proprio atto di resistenza.
Cenisio Fringe
Accademia del Comico – Via Cucchiari, 25
Ore 19.30
DIVA – MEGLIO ALL’INFERNO CON I TACCHI CHE IN CIELO CON LE BALLERINE
Diva, di Ferai Teatro, è un monologo comico e feroce che prende la forma di uno “show nello show”: Greta Sofia, drag queen sarda, si presenta al pubblico con l’idea di creare il suo personalissimo varietà, salvo poi smontarlo pezzo dopo pezzo, trascinando gli spettatori dentro la propria vita. Tra infanzia di provincia, famiglia ingombrante, educazione sentimentale disastrosa, identità di genere, corpi imperfetti, amori sbagliati, Netflix, religione, sessualità e schwa, lo spettacolo diventa un flusso inarrestabile di confessioni, invettive e risate.
Con un linguaggio diretto, popolare e poetico, Diva è una stand-up teatrale che usa l’umorismo come arma politica e la fragilità come manifesto. Greta Sofia attraversa stereotipi, tabù e contraddizioni contemporanee per affermare un diritto semplice e radicale: trasformare la propria vita (anche quando è sgangherata) in uno spettacolo. Perché se da uomo è “uno qualunque”, da Diva è finalmente qualcuno.
TRIGGER WARNING! Omofobia e/o transfobia.
Lambrate Fringe
Scuola Mohole – Via Ventura, 5
Ore 19.30
ELIOGABALO! – UNA STORIA ROMANA
L’Impero è al collasso. La vecchia Welthaupstadt Roma, capitale mondiale dell’Occidente, non sa più quali storie raccontarsi. Un nuovo Kaiser, disinibito, scandaloso, venuto dai confini dell’Imperium, vuole distruggere le diseguaglianze e i pregiudizi per forgiare un mondo nuovo. È il 218 d.C., ed Eliogabalo ascende al soglio di Roma Imperiale. Nel suo imperio dovrà scontrarsi con paramilitari, senatori ubriachi di Chardonnay, CEO forti coi deboli e deboli coi forti, e un’oscura presenza che si credeva sopita, che prospera nel sangue, nel suolo, e, soprattutto, nella paura. Nella nostra Roma, crasi straniata di presente e passato, la storia di Eliogabalo si ripeterà come non è stata mai vista finora.
TRIGGER WARNING! Crudeltà e/o violenza, razzismo, omofobia e/o transfobia, guerra.
San Siro Fringe
mare culturale urbano – Via Quinto Cenni, 11
Ore 21.00
FEMINAE
FEMINAE di GhelfiDema è un rituale elettropoetico sul potere del femminile. Voce e musica costruiscono atmosfere sacre e contemporanee, per un rito di guarigione e ribellione intimo e carnale. Ci sono invocazioni all’eros e preghiere femministe, l’ironia di chi si mette a nudo e la rabbia esplosiva di chi per troppo tempo è rimastə in silenzio per creare uno spazio in cui potersi esprimere senza censure.
TRIGGER WARNING! Violenza sessuale.
Dergano Fringe
La Ribalta – Via Cevedale, 3
Ore 22.00
GLI ULTIMI STRILLI
Quando finisce una relazione è normale chiedersi cosa sia andato storto durante una cena a base di Gin tonic e Yakult. Ed è proprio sorseggiando probiotici per il regolare transito intestinale che prende il via Gli ultimi strilli, di e con Greta Cappelletti, un racconto in forma di stand up comedy per dar voce a storie precarie di case, traslochi, pranzi da single, crescita personale e lezioni di zumba. Un’ora di sfighe in salsa millennial che si arricchisce anche attraverso le interazioni con il pubblico per una seduta di analisi collettiva intergenerazionale. E se fosse proprio questa l’ultima cena da cui è possibile solo riscattarsi e prendere in mano la propria vita per godersi tutta la bellezza e l’ironia degli ultimi strilli?
Vigentino Fringe
Vivi5Square – Via Antegnati, 7
Ore 19.30
GLOBE STORY
Globe Story, con Gemma Viguera e Fernando Moreno, è una storia d’amore. È una delirante commedia piena di risate. Un colpo di fulmine unisce per sempre le vite di Greta e Max. Avranno un bellissimo bambino, trascorreranno la luna di miele in crociera, inseguiranno un amante, balleranno in mezzo a una tempesta e rideranno della malattia in un ospedale folle. Vivranno appassionatamente le loro avventure comiche fino alla fine, letteralmente, con il cuore in mano. Globe Story utilizza la comicità del cinema muto e un ritmo incalzante per raccontare una storia d’amore. Ambientato come un film, un uomo e una donna appaiono in colori vintage, come se uscissero da un vecchio processo fotografico. Insieme, con due scale a pioli, un baule e tanti palloncini, danno vita a altalene, tempeste, montagne, bambini, barche, spiagge e cuori.
Spettacolo di pantomima.
NoLo Fringe
Chiesetta Trotter – Via Mosso, 7
Ore 21.00
I RUN
Per la prima volta in Italia, I run di Line Mørkeby è un testo che affronta con coraggio un tema doloroso, difficile eppure così dannatamente umano: il superamento del lutto. Il percorso avvincente e toccante di un genitore verso un traguardo immaginario: superare il lutto per tornare a vivere. Correre è la sua scelta. In scena un attore, un tapis roulant e una storia cruda. Un giovane padre che ha perso la figlia di leucemia ci racconta la difficile strada verso il ritorno alla vita. Correre è la soluzione che ha scelto per attraversare tutte le fasi di elaborazione del lutto. Il racconto si sposta continuamente nel tempo: il giorno 0 è quando la piccola figlia è volata via, i giorni con davanti il segno “meno” scandiscono l’inconsapevole countdown, quelli con il segno “più” invece raccontano la vita che senza alcuna pietà va avanti, senza aspettare.
TRIGGER WARNING! Morte/Lutto.
Servizi per l’accessibilità: tutte le repliche sono sovratitolate in italiano. Le repliche del 4 e 5 giugno sono inoltre tradotte in LIS.
Lambrate Fringe
Scuola Mohole – Via Ventura, 5
Ore 21.30
IL FUNERALE DI MIA MADRE: THE SHOW
“Siamo tutti uguali dopo la morte. È così che dicono. La grande livellatrice delle classi sociali”. La madre di Abigail è morta, ma lei non ha i soldi per pagare il funerale. Se non vuole una sepoltura a carico del Comune, senza fiori né rinfresco, la giovane drammaturga Abigail dovrà scrivere un testo teatrale, che parli di povertà ed emarginazione sociale. Per permettersi il funerale di sua madre, Abigail dovrà scrivere di lei. Il Funerale di Mia Madre: The Show, di Kelly Jones, è una commedia politica, che parla di disuguaglianza sociale, ma anche di legami familiari, della loro fragilità, delle bugie dette a voce alta e dei segreti mai confessati e una storia che parla di lutto, donandoci un meraviglioso vademecum per chi resta, per chi sopravvive. Ma forse è proprio nella difficoltà della creazione artistica, in quel suo tradire la vita reale, per farla più vera, che risiede il senso di questo lavoro. O forse no, non solo…
TRIGGER WARNING! Morte/Lutto.
Servizi per l’accessibilità: tutte le repliche sono sovratitolate in italiano.
Adriano Fringe
Cascina San Paolo – Via Trasimeno, 41
Ore 20.00
IN CAOS NATO
IN CAOS NATO, di e con Pouria Jashn Tirgan, è un monologo che nasce dall’idea di un caos invisibile e onnipresente: nelle origini, nel linguaggio, nella politica, nelle relazioni. Partendo dalla biografia dell’autore e della sua famiglia, lo spettacolo intreccia memoria personale e racconto collettivo per affrontare temi di forte attualità come migrazione, guerra e identità, con le radici iraniane dell’autore sempre al centro del racconto. Il lavoro fonde la slam poetry (poesia performativa) con il teatro di narrazione, creando un linguaggio scenico ibrido e diretto. Al centro c’è lo sguardo di chi vive sospeso tra due culture, quella iraniana del padre e quella italiana della madre, senza sentirsi mai pienamente parte di nessuna. La performance affronta questioni complesse attraverso satira politica e autoironia, elementi tipici della stand-up comedy, utilizzando la risata come strumento per scardinare pregiudizi e appartenenze ideologiche.
TRIGGER WARNING! Razzismo, guerra.
Servizi per l’accessibilità: la replica del 3 giugno sarà tradotta in LIS. Prima della replica, alle ore 18:30 (TBC), si terrà un incontro su teatro e accessibilità con Fedora e Ateatro.
Ortica Fringe
CasciNet – Via Cavriana, 38
Ore 19.30
Durata: 45’
IN MUTANDE di e con Gabriele Brunelli
regia Simone Tudda
Un viaggio nelle assurdità dell’economia: questa strana cosa che “anche se noi non ci occupiamo di lei, lei si occupa di noi”. Un uomo ripercorre alcune delle più importanti bolle finanziarie della storia del mondo occidentale e analizza le similitudini tra di esse, l’avarizia umana e la follia delle masse. Ne esce una costante, un eterno ritorno: l’uomo non impara. Siamo sempre convinti che non saremo noi l’ultimo “Superscemo” a cadere nella trappola, e invece lo siamo.
Entrando nella spirale della storia, le conseguenze dei meccanismi finanziari si rivelano pericolosamente concrete. L’uomo sul palco è uno di noi, uno di quelli che si è lasciato guidare dall’entusiasmo, uno di quelli che ha perso. Lui però non si copre di vestiti comprati a rate su Klarna, non vanta macchine che non può permettersi.
Ormai stanco di nascondere la sua vera condizione, è davanti a noi, a farci da specchio, metaforicamente e realisticamente in mutande.
Dergano Fringe
Rob De Matt – Via Enrico Butti, 18
Ore 21.30
MIA ZIA DANIELA DETTA DADA PER ANDARE A BALLARE LA NOTTE INDOSSAVA ZEPPE TACCO 25
Un neo-drammaturgo legge al pubblico il proprio testo inedito. Fa un po’ cagare: tutte le scene finiscono nel sangue. Ecco allora una valanga di correzioni, mai soddisfacenti. Ma per quale motivo Caroline, la donna protagonista del testo, deve soffrire così tanto? Fra una riscrittura e l’altra, al drammaturgo continuano a scappare di bocca aneddoti familiari: perché pensa a sua zia? Cosa c’entra papà con la violenza del testo? Arrivano solo risposte a metà. Sarà meglio affidarsi agli indovini. Tiresia, dove sei? E perché assomigli alla zia?
Mia zia Daniela detta Dada per andare a ballare la notte indossava zeppe tacco 25, di e con Riccardo Iellen, è una parabola di crescita trans: un monologo di autofiction fra ironia e traumadumping, una riflessione tragi/comica sul potere rivelatorio dell’arte, sulla morte (autoinflitta) dell’autore e sulla rivendicazione della propria genealogia e identità queer.
TRIGGER WARNING! Violenza sessuale, abusi e/o maltrattamenti, autolesionismo e/o suicidio, omofobia e/o transfobia.
NoLo Fringe
Chiesetta del Trotter – Via Angelo Mosso, 7
Ore 19.30
MUOIONO TUTTI.
Due giovani attori. Cosimo e Margherita. Un testo da mettere in scena. Romeo e Giulietta. Muoiono tutti, con la regia di Matteo Ceccantini, non mette in scena uno spettacolo, ma tutti i materiali che ruotano attorno alla sua realizzazione: training fisici, scene eliminate, brainstorming, appunti, estratti dai diari degli attori, ricerche Wikipedia. Siamo davvero pronti a morire per amore o un ideale? Andremo mai così fino in fondo? Andare fino in fondo è sempre scelta migliore? Quante volte ci siamo innamorati dell’idea di fare una cosa invece che farla? Lo spettacolo indaga se è veramente colpa nostra per tutte quelle volte in cui non siamo andati fino in fondo come avremmo voluto o dovuto. Perché a volte è proprio impossibile, esistono le cause di forza maggiore, e alla fine non è mica detto che sia sempre sano andare fino in fondo nelle cose. Romeo e Giulietta vanno fino in fondo all’amore che provano l’uno per l’altra e finiscono per lasciarci la pelle. Eppure sono il simbolo dell’amore perfetto. Maledetti stronzi.
TRIGGER WARNING! Crudeltà e/o violenza, autolesionismo e/o suicidio.
NoLo Fringe
Factory NoLo – Viale Monza, 4
Ore 20.00
PLEASER
Cosa perdiamo quando viviamo per compiacere gli altri? Pleaser, di e con Cristian Boscheri, è una performance fisica che esplora come nasce il bisogno di compiacere, come si insinua nel corpo e quanto sia difficile scioglierne la presa. Attraverso (break)dance, clowning e un’atmosfera intima, il corpo si piega, si trattiene, si adatta pur di essere approvato, fino a lasciarsi modellare da questo desiderio. Ironico, vulnerabile e a tratti disturbante, Pleaser osserva cosa accade quando preoccuparsi per gli altri diventa strategia, l’approvazione una negoziazione, e cosa può cambiare quando quel riflesso, quasi automatico, si interrompe.
NoLo Fringe
Factory NoLo – Viale Monza, 4
Ore 22.00
R3 LE REGOLE DELL’IPNOCRAZIA
R3 – Le regole dell’Ipnocrazia, regia di Valentina Spaletta Tavella, racconta R, un uomo intrappolato in una vita immobile, divorata da social, confronto continuo e sogni di fama. Ispirato a Riccardo III di William Shakespeare, lo spettacolo trasforma la deformità del potere in una nuova malattia contemporanea: l’ossessione per visibilità, successo e approvazione. Tra doomscrolling, rapper aggressivi, stand-up comedian, guru del sesso e junk food R. diventa il sintomo di una società ipnotizzata dal consenso, dove anche il dissenso è solo spettacolo. Una corsa feroce tra ambizione e vuoto, per non sparire.
Greco Fringe
Refettorio Ambrosiano – Piazza Greco, 11
Ore 21.00
SAUDADE & KEBAB
di Sofia Pauly
Davi, rider brasiliano lontano dalla sua famiglia, affronta la nostalgia con ostinato ottimismo e un sorriso che lo rende strano agli occhi degli altri. Lea, cinica e distante, vive prigioniera di un disturbo alimentare: di giorno digiuna, di notte ordina enormi quantità di cibo da consumare in solitudine. Nella metropoli notturna, una consegna di Davi diventa il punto in cui le loro vite si sfiorano: due esistenze parallele, che si intrecciano a tratti, raccontano paure, segreti e il lento avvicinarsi di un momento che cambierà tutto. Un racconto intimo sulla solitudine contemporanea e sul potere rivoluzionario di alcuni brevi incontri.
TRIGGER WARNING! Disturbi alimentari.
Martesana Fringe
Alibi – Via Aristotele, 14
Ore 20.00
TUTTE LE COSE PIÙ GRANDI DI ME
di e con Sofia Longhini
Cosa è successo nel mondo mentre nella quiete dei cinque anni guardavamo i cartoni, mangiavamo il gelato, mentre a tredici sfogliavamo “Cioè”, mentre davamo il nostro primo bacio, o facevamo il karaoke in qualche buffo locale del centro storico? Che mondo si costruiva attorno a noi, mentre eravamo chiusi nella bolla dell’infanzia, e poi in quella individuale, familiare, domestica dell’adolescenza? Come ci siamo arrivati qui?
Dalle telefonate registrate di chi stava sulle torri la cui caduta ha segnato una frattura indelebile, alle pubblicità iconiche degli anni 2000, dai festival della musica pop ai video degli attentati terroristici, dai consigli su come flirtare con un ragazzo nelle riviste per adolescenti alla morte di un certo Pinochet. Si snoda così una (non) corrispondenza tra piccola e grande storia per cui alla fine, la chiusura nell’individuale, negli aperitivi a sette euro, nei selfie, nei negozi di caramelle per turisti non bastano più a proteggerci dalla ferocia di un mondo turbo. Tra stragi e caramelle il mondo va ferocemente avanti. E noi? Dove siamo?”
Cenisio Fringe
Accademia del Comico – Via Cucchiari, 25
Ore 21.30
VITA DA BIONDA
Vita da bionda è un monologo ironico e affilato che smonta gli stereotipi legati all’apparenza e alla femminilità. Partendo dal concetto di “biondoshaming”, un termine coniato da Miriam Galanti e Giorgia Ciotola per raccontare il pregiudizio che colpisce chi appare “leggera”, “bella”, “bionda”, lo spettacolo attraversa sessismo quotidiano, cliché radicati e fragilità che diventano forza. Con una scrittura che unisce teatro e stand-up, Miriam prende tutto questo, lo agita, ci ride sopra e lo spara al pubblico, trasformando la sua storia personale in un atto di libertà e consapevolezza. Un viaggio brillante ed emotivo che ribalta lo sguardo su ciò che crediamo di sapere delle donne bionde e non solo.
Ortica Fringe
CasciNet – Via Cavriana, 38
Ore 21.30
RATATUIA. TE LO REGALO SE VIENI A VEDERLO
Alice Redini apre le porte del suo armadio — e non solo in senso metaforico. Sul palco si accumulano oggetti, ricordi, ossessioni e piccoli feticci raccolti nel tempo dal gruppo Facebook “Te lo regalo se vieni a prenderlo”. Una collezione di inutilità diventata dipendenza, un museo del superfluo in cui ogni oggetto porta con sé una storia, un desiderio, una ferita. In scena, Alice prova a disfarsi della sua “ratatuia” — quell’ammasso disordinato di cose, emozioni e relazioni che le impedisce di fare spazio, dentro e fuori di sé. Con ironia e un pizzico di crudeltà, confessa, gioca, svuota, regala. Il pubblico non è solo spettatore: se qualcosa lo attrae, può prenderselo davvero.