Dal 29 ottobre al 7 novembre torna a Bologna Gender Bender, il festival internazionale prodotto dal Cassero LGBTQIA+ Center e diretto da Mauro Meneghelli, che da 24 edizioni attraversa gli immaginari dei corpi, dei generi e dei desideri attraverso danza, cinema, performance e letteratura. La parola scelta per il 2026 è popolare, intesa come volontà di costruire occasioni di visione e incontro accessibili, mettendo al centro temi spesso considerati tabù: desideri, relazioni, vitalità dei corpi e mortalità.
La sezione più importante del festival è come sempre quella dedicata alla danza che riunisce spettacoli e performance provenienti da diversi paesi. Tra le prime nazionali, Of the Heart – An etude del coreografo iraniano Armin Hokmi, una ricerca sul cuore come organo fisico e luogo simbolico dell’emotività, e AFTER ALL della franco-scozzese Solène Weinachter, che intreccia danza, narrazione e humour per affrontare il tema della morte. Dalla Svizzera arriva spooning&entre.les.montagnes di Sami Lea Samira Bernath, tra memoria, tradizione musicale e sperimentazione sonora.
gruppo nanou presenta invece redrum, Premio Ubu 2024 come miglior spettacolo di danza: un’installazione coreografica ispirata a Shining, in cui il pubblico può muoversi liberamente tra i performer. In programma anche SUSPENDED CHORUS di Silvia Gribaudi, che trasforma la relazione tra scena e platea, e RISE di Daniele Ninarello, in una versione site specific con musica dal vivo di Dan Kinzelman. Completano il cartellone, tra gli altri, HA della lettone Jana Jacuka, sulla risata e il superamento dei confini personali, ODE della cipriota Elena Antoniou, dedicato alla forza femminile, e MANIFESTUS di Jacopo Jenna, che attraversa le forme della street dance.
Tra gli appuntamenti assolutamente da non perdere, BRUTAL CASUAL di Lady Maru e Jacopo Benassi che travolge il pubblico tra musica elettronica, fotografia e performance.
La sezione cinematografica si apre poi con due appuntamenti speciali. Al Cinema Modernissimo arriva Caravaggio di Derek Jarman, ritratto unico del pittore che incrocia eros, violenza, arte e desiderio (17 ottobre); il 26 ottobre sarà ospite Céline Sciamma, che presenta This Is How a Child Becomes a Poet, dedicato alla poeta Patrizia Cavalli, e Tutti Frutti, saggio personale sul rapporto tra immagini e creazione, seguito da un incontro con la regista.
Durante il festival sono previste tre prime nazionali: Our Body Is an Expanding Star di Semillites Hernández Velasco e Tania Hernández Velasco attraversa corpi e memoria familiare di due fratelli queer messicani (5 novembre); Downtown di Michiel van Erp racconta l’amicizia di tre uomini gay nell’Amsterdam del 1989, tra vita notturna e l’arrivo dell’HIV, per ritrovarli trent’anni dopo, durante la pandemia (6 novembre); AGE – Come sente il presente di Bruno Leggieri, realizzato con CollettivO CineticO, segue nove adolescenti dalle audizioni al debutto dello spettacolo AGE, restituendo uno sguardo sul presente attraverso i corpi e le esperienze delle nuove generazioni (7 novembre).
Tra gli eventi speciali, c’è Corpi Fuori Traccia, prima mostra dedicata a Jacopo Camagni dopo la sua scomparsa, avvenuta il 1° marzo 2026 a 48 anni. Illustratore, artista queer e attivista, noto anche per la collaborazione con Marvel Comics, Camagni ha fatto del disegno uno strumento per mettere in discussione i modelli dominanti di rappresentazione dei corpi. La mostra ripercorre trent’anni di lavoro, dai poster della scena notturna bolognese alle autoproduzioni, dal fumetto ai progetti legati all’impegno LGBTQIA+ e antifascista. Curata da Marco Bucci, Diego Malara, Jul Maroh e Roberto Pisano, inaugura il 28 ottobre alle 19.30 a Senape Vivaio Urbano e resta aperta fino al 30 novembre.
Tanti anche gli incontri. Il 29 ottobre al MAMbo, Emanuele Carlenzi e Martina Cavalli presentano Uscire Fuori!, volume dedicato alla storia del FUORI! e al ruolo della fotografia nella visibilità LGBTQIA+. Il 2 novembre al DAMSLab, Giulia Allegrini dialoga con Mauro Meneghelli, Simona Bertozzi e Pietro Tomasi sul rapporto tra arte e trasformazione sociale. Il 3 novembre in Salaborsa arriva la scrittrice statunitense Catherine Lacey, che presenta il romanzo Il libro di Möbius (SUR), in dialogo con Samanta Picciaiola.
Il programma si completa come sempre con i party al Cassero LGBTQIA+ Center.