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I libri di OHT: scorci di paesaggi, persone e visioni

Tra Frankenstein e A Nomadic Book, le nuove derive su carta di progetti transmediali

Written by Annika Pettini il 29 August 2025

©️OHT_Nomadic School 2025_ph_Giacomo Bianco

“quella che trapassa le soglie temporali e si ricongiunge a un unico tempo, immobile ma cangiante, sostanza immutabile nel mutare delle forme”.
Federico Ferrari, Il silenzio dell’arte

Ci sono storie che sono destinate a trovare spazio sulle pagine bianche e diventare libri. Non parlo di storie grandi come muraglie ma delle scintille che inevitabilmente e ineluttabilmente devono esistere più a lungo di sé stesse, in forme diverse. Quando penso ai libri li vedo nascere in due modi: possono sbocciare come petali da uno stelo che è la storia stessa. Oppure essere pagine bianche spalancate sotto il cielo e la storia vi scroscia sopra come un acquazzone estivo. I libri sono una delle forme possibili delle storie, spaccano il mondo e il tempo e ci portano là, dove esiste un nuovo paesaggio. E oggi erriamo tra questi scorci e incontriamo due storie, che nascono da una e sono madri di altre mille.

L’una è OHT – Office for a Human Theatre – un macro contenitore, nato nel 2008, che porta il paesaggio stesso, le Alpi, i monti, il cielo e ogni loro manifestazione, all’interno di performance e spettacoli a progetti di ricerca. Ce lo ha raccontato il suo fondatore, Filippo Andreatta in questa intervista e poi siamo stati con loro durante la Nomadic School e abbiamo sorvolato ogni nuvola con l’ultimo progetto nuvolario.

Insomma, passare il tempo con loro ci appassiona e oggi lo facciamo attraverso i loro ultimi due progetti editoriali: FRANKENSTEIN. If You Love Solitude, You Don’t Love Freedom e A Nomadic Book, pubblicati rispettivamente nel 2024 e nel 2025 con bruno (Venezia).

Entrambi i libri sono in realtà parte di progetti più ampi, sono una delle forme di queste storie, di questi paesaggi e spazi vitali che OHT crea.
FRANKENSTEIN. If You Love Solitude, You Don’t Love Freedom si appropria e nasce dalla sostanza più intima del mostro, è pezzi, abbagli, sensazioni e impressioni. Le pagine si scompongono e diventano un modo di essere e di fare e guardare. Il libro entra a far parte del corpo di FRANKENSTEIN che è composto dalla performance, la reading session, l’installazione, il film, l’EP e un potenziale radiodramma. Ogni cosa è essa stessa singolo e parte di un insieme che è un singolo.
Mentre A Nomadic Book è il libro – realizzato grazie al sostegno del programma Italian Council (2024) promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura – che raccoglie l’esperienza della scuola nomadica, ovvero momenti di aggregazione e studio dedicati “al paesaggio alpino in relazione alle arti performative e al collegamento tra le discipline artistiche e le scienze naturali”. Il libro è esso stesso nomade, con testi che sono sguardi di persone che quei momenti li hanno vissuti e condivisi, di riflessioni nate e di cose lasciate. Ci sono le immagini di Giacomo Bianco, che sono scorci di un sentire.

La cosa più affascinante in tutto questo è l’aderenza che il libro ha con la realtà di ogni progetto. Non sono pagine che scorrono ma sono mondi che si manifestano, portandoci in quei paesaggi emotivi, sensibili e visivi di cui si fanno portavoce. Ambasciatori e custodi, sicuramente compagni di viaggio.

LE TAPPE INTERNAZIONALI:

A NOMADIC BOOK
A Nomadic Book | book launch > Design Academy Eindhoven (NL) > 26.9.25
A Nomadic Book | book launch > A Topographical Summit, University of Saskatchewan Art Galleries and Collections + School of Arts (CA) > 2-6.10.25
A Nomadic Book | book launch > Tanzquartier Wien (AT) > 9.10.25
A Nomadic Book | book launch > University of Copenhagen (DK) > 01.12.25