I musei, le gallerie e la sindrome di Ecce Bombo

Mi si nota di più se mi fanno aprire o se resto chiuso? Insomma, ci avete capit*

Written by Giada Biaggi il 2 March 2021

Charles Atlas in mostra da Ica Milano.

“Mi si nota di più se mi fanno chiudere, se apro solo alla stampa o se non apro neanche a loro?”; concedeteci un po’ di ironia Nanni Morettiana (questa come i più radical chic di voi avranno notato è una parafrasi del celebre dilemma post-borghese di Ecce Bombo, citato a sua volta da Conte in tempi sospettissimi) per raccontare l’assurda e idiosincratica situazione in cui si trovano le istituzioni museali e le gallerie milanesi in zona arancione. I musei statali come il Gam, il Pac o Palazzo Reale che ha aperto solo ieri per la stampa con la mostra Le Signore dell’Arte – una mostra dal valore estetico incredibile i cui dipinti di autrici donne compongono un moodboard rinascimentale da fare invidia a Gucci sotto la direzione creativa di Michele – resteranno chiusi. Fino a data da destinarsi. Quella di ieri è stata una visita analogica per pochissimi addetti ai lavori; un processo inverso per certi aspetti rispetto a quello che è avvenuto per la iper-digitalizzata fashion-week alla mercé di tutti quando ai tempi della Sozzani erano riservate al coté scopito di pochissimi eletti.

“Mi si nota di più se mi fanno chiudere, se apro solo alla stampa o se non apro neanche a loro?”

Le gallerie, invece, rimaranno aperte   – la maggior parte su appuntamento, come nei primi anni Zero vi consigliamo di fare uno squillo per capire la situazione. Le imperdibili tre sono a nostro avviso Ica Milano con la mostra di Charles Atlas, la Massimo de Carlo con le sculture di Brian Rochefort e le video-installazioni di Tommy Malekoff  alla Galleria Zero…  in quel di Corvetto. Fondazione Prada ha invece deciso di non aprire la mostra di Simon Fujiwara; che incontrerà i giornalisti domani mattina per un webseminar; lo stesso vale anche per Pirelli Hangar Bicocca – che ha già dovuto chiudere la appena inaugurata personale cyber-digital di Neïl Beloufa; e la Triennale di Milano con la monografica dedicata ad Enzo Mari. Non vogliamo fare polemica, e per citare ancora Nanni Moretti anche no il dibattito. Insomma, da “Perchè piangi perchè sono un grande artista'” a “Perché piangi perchè sono un gallerista nel 2021?  il passo è brevissimo – e se Marie Antoinette voleva le brioches, a noi bastano i vernissage!