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Luigi De Santis

Quattro città europee, quattro blogger, quattro storie di viaggi, un unico spirito: #ExploringtheWorld. Nei prossimi giorni qui e su Zero Magazine gireremo il mondo insieme

Written by La Redazione il 18 February 2016
Aggiornato il 23 January 2017

Ben arrivati. Se ci abbiamo preso e se ci avete preso anche voi, siete appunto arrivati nel posto giusto. Perché questa è Hola Milano!, la tappa meneghina di Hola San Miguel, un’iniziativa di San Miguel e Zero rivolta agli appassionati di viaggi e agli amanti delle novità. Persone che preferiscono muoversi, insomma.
L’appuntamento milanese di Hola San Miguel è parte di un progetto europeo che coinvolge anche Berlino, Stoccolma e Roma: un’avventura che premia chi di viaggi ne sappia. E non ne possa fare a meno. Per questo motivo il simbolo di questa iniziativa è una valigia. Per la serie: sempre pronti a partire.
Proprio come i blogger di cui San Miguel ha scelto di condividere risposte, impressioni e racconti. D’ora in poi li troverete qui, in modo da conoscersi tutti un po’ meglio.
Il concorso – perché appunto, Hola Milano è anche un concorso – mette in palio un viaggio a Ibiza per due persone, da vivere insieme con i vincitori delle altre città.
Lo abbiamo già detto e lo ribadiamo, inevitabile per chi viaggi avere a che fare con le valigie. Per questo la valigia, oltre a essere il compagno e di chi si sposti, è anche la protagonista di Hola Milano. E non a caso il segno distintivo di San Miguel, che del viaggio ha fatto il suo stile. Tutto per ricordare che il concorso mette in palio anche 3 valigie per ognuna delle città coinvolte. In fondo, come ogni vero viaggiatore sa bene, partire è uno stato della mente e la valigia deve essere sempre a portata di mano.

Lo sa bene Luigi De Santis, terzo blogger incontrato da Hola Milano! Web designer, fotografo e cantastorie. Appassionato di vicende lontane e viaggi, dice di essere alla ricerca costante di luoghi nuovi da esplorare e conoscere. Terre, confini, genti, culture e sapori. Sporcoendurista, il suo blog sulle migrazioni a due ruote, nasce per dare spazio alla passione di raccontare il viaggio.

Luigi_De_Santis_SporcoEndurista_San_Miguel

Zero – Luigi, che cos’è il viaggio per te?
Esplorazione; per me viaggiare significa esplorare. Lasciarsi alle spalle la propria “comfort zone” e avventurarsi in situazioni nuove, perdersi. E il viaggiare in moto porta all’estremo questo concetto, trasforma ogni viaggio in un’avventura. In moto si è esposti e in balia di tutto quello che non è scritto sulle mappe, di tutto quello che i sempre più precisi GPS non potranno mai segnalare. Parlo di un invito a un matrimonio nell’Azerbaigian iraniano, arrivato mentre mi ero perso ed ero in cerca di un posto dove piantare la tenda. Parlo dell’aiuto di un contadino in Cambogia, che alle 10 di sera mi ha tirato fuori con il suo trattore dalla foresta con la mia moto in panne. Nel bene e nel male. Capita che dopo l’ennesima, faticosa duna da scalare in moto si apra un paesaggio lunare che lascia senza fiato, che ti ferma per ore e ti restituisce serenità nella forma di un abbraccio forte con lacrima annessa.

Un vecchio adagio recita che a contare non è la meta, ma il tragitto. Sono stati i viaggi a farti diventare quello che sei oggi?
Ovviamente sì. Viaggiare mi ha permesso di incontrare e conoscere persone con cui sono nati legami forti. Mi ha permesso di entrare in contatto con realtà e culture che hanno allargato i miei orizzonti e questo sempre prima di arrivare alla meta, alla fine del viaggio.

Qual è la storia o l’aneddoto legato a un viaggio celebre che preferisci?
Un libro che ho sempre con me è Endurance. L’incredibile viaggio di Shackleton al Polo Sud. Narra del fallimento di una spedizione antartica e dell’odissea che attraversarono i 28 uomini dell’equipaggio, tutti tratti in salvo dal capitano Ernest Shackleton. Da questo fallimento, però, è nata uno delle più belle ed emozionanti avventure che l’uomo abbia affrontato.

Che cosa porti a casa con te dopo un viaggio?
A casa porto di tutto, qualsiasi cosa mi ricordi un incontro, una persona, un paesaggio. Ho la sabbia di tutti i deserti che ho attraversato, ho le posate di una cena in una yurta del Pamir, le teiere dei tuareg libici, ho il narghilè con cui ho fumato con amici in Kurdistan.

E quando parti, invece, che cosa non deve mancare nella tua valigia?
Taccuino e macchina fotografica. Sempre e sempre a portata di mano. Mi servono per memorizzare, cercare di fermare quegli attimi di passaggio, a volte con una foto sfocata, a volte scarabocchiandoli su un foglio per poi ricordarli, cercare di riviverli e raccontarli una volta a casa.

Mi è piaciuta una frase fra i tanti racconti che ho letto su SporcoEndurista: «Correre ma senza fretta». Sembra una filosofia: vuoi spiegarmela?
Correre lasciandosi trasportare dalla strada, abbandonarsi a quello che succede mentre si è in viaggio annulla il tempo, permette di muoversi senza la fretta di arrivare.

Un viaggiatore non conosce mete. Ma tappe sì; quando ne raggiungi una, te la concedi una birra? È un viaggio pure quella?
Non sai che magico potere abbia una birra fresca in viaggio! Quanto possa facilmente rompere il ghiaccio e avvicinarti ad altri viaggiatori. Un sorriso, un «cheers» e ci si sente subito più vicini.

San Miguel perché?
Perché ha il gusto di un brindisi tra amici in viaggio ed è la birra per fare festa.

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