mar 10.07 2018 – dom 16.09 2018

Pino Pinelli - Pittura oltre il limite

Dove

Palazzo Reale
Piazza Duomo 12, 20122 Milano

Quando

martedì 10 luglio 2018 – domenica 16 settembre 2018

Quanto

free

La percezione critica dopo il primo sguardo, d’impatto, nella mostra di Pinelli è un po’ quella dell’italiano malinconico: se avesse vissuto e lavorato negli Usa tra gli anni sessanta e i settanta l’artista ora sarebbe alla Chinati Foundation o alla Dia Beacon. Perché l’opera di Pino Pinelli (Catania, 1938) è sostanziosa e la sua evoluzione pittorica ha una riconoscibilità immediata per i colori e le sinuosità degli allestimenti. Questi elementi sono visibili già dal primo distacco nei confronti della pittura analitica dal ’68 in avanti. Dai “pilloloni” che restituiscono, ancora oggi, la freschezza di artisti trentenni ispirati da maestri come Philip Guston, ai “Punti molli”, opere concettuali dove strappi di materiale numerati emergono su uno sfondo nero, fino alle sue riconoscibili tracce di colore materico. Quei frammenti che Pinelli titola semplicemente “Pittura” accompagnato dalle lettere dei colori: le varie definite “Pittura R”, la “Pittura BL” del 1993, la “Pittura N G” del 1991 o, ancora, la “Pittura G” del 1994… un codice chiaro e definito che l’artista ha sviluppato negli anni quando, dagli studi quasi geometrici, legati appunto al movimento analitico, prende una deriva in cui la cornice e lo spazio di contorno hanno il sopravvento sul contenuto. La pittura rimane insieme al colore, al gesto, alle forme che movimentano lo spazio, alle ripetizioni modulari e agli elementi tattili tridimensionali creati con lino, tela grezza e tecniche miste elaborate con una minuzia da rendere l’opera brillante. Dal supporto canonico, alla disseminazione di tracce. La mostra, curata da Francesco Tedeschi e sviluppata in due tappe milanesi, presso le Gallerie d’Italia e il Palazzo Reale – accanto a cui il Museo del ‘900 dialoga con un’opera di Pinelli blu quasi in chiusura della collezione – crea un percorso chiaro, partendo da un romantico documentario del 2016 di Mimmo Calopresti in cui l’evoluzione stilistica dell’artista è tangibile anche per i non addetti ai lavori, quelli a cui i frammenti di pittura di Pinelli sono sempre stati ostici da comprendere. Pinelli ha avuto anche a Milano, la sua città di adozione, la giusta consacrazione, da Brera, dove ha lo studio e, non so se lo fa ancora, cucina la pasta e fagioli agli ospiti in visita, al Duomo, passando per piazza della Scala.
Orari di apertura: lun: 14:30 – 19:30; mar: 09:30 – 19:30; mer: 09:30 – 19:30; gio: 09:30 – 22:30; ven: 09:30 – 19:30; sab: 09:30 – 22:30; dom: 09:30 – 19:30.

Scritto da Rossella Farinotti