Due performance di Parini Secondo: la prima, HIT OUT, al Chiostro Nina Vinchi il 26 e 27 maggio; la seconda, SLOOOOOOW, al Teatro Studio Melato dal 28 al 30 maggio 2026.
Alcuni dati e date
Nel 2017 nasce Parini Secondo da un’idea di Sissj Bassani, Martina Piazzi, Camilla Neri e Francesca Pizzagalli, tutte nate nel 1997. La compagnia lavora tra Bologna e Cesena, sviluppando una ricerca che intreccia danza, cultura pop, clubbing e arti performative. Collaborano stabilmente con Alberto Ricca, alias Bienoise, musicista elettronico e fondatore dell’etichetta di improvvisazione radicale Floating Forest, che ama definirsi «non un dj». Dal 2025 al 2027 sono artiste associate del Piccolo Teatro di Milano.
Contro la trama
SLOOOOOOW nasce come controcampo del loro primo lavoro, SPEEED (2017), e porta la danza da 160 a 5 bpm. Quello che appare, attraverso l’espediente della variazione ritmica è però un modo di interrogare il rapporto tra corpo e tempo in un atto di resistenza.
Nel lavoro di Parini Secondo convivono: il mondo del clubbing, il pop, l’estetica da concerto negli stadi e la dimensione urbana della strada. I loro spettacoli sembrano voler uscire continuamente dal teatro e, allo stesso tempo, invaderlo, contaminandolo con codici che appartengono ad altri immaginari collettivi. C’è anche la volontà costante di sfidare il concetto di originalità: cosa significa oggi fare qualcosa di nuovo? Cos’è e qual è l’originale?
In un’intervista del 2024 pubblicata su ZERO, le allora giovanissime e ribelli protagoniste della compagnia provavano già a confrontarsi con queste domande.
Stesso mood, altra arte
Il riferimento più immediato è naturalmente la musica elettronica e pop: dalle atmosfere ipnotiche della techno minimale fino alla cultura rave e hyperpop. Vengono in mente artisti come Charli XCX, Arca o più lontano nel tempo Aphex Twin. Ma l’estetica visiva richiama il caro e vecchio MTV tra i videoclip, trasformati in reel da social media attraverso la moda e cultura del loop digitale. Invece, in un elogio alla provincia, posto da dove partono e continuano a trovare terreno fertile le Parini Secondo, come non pensare a Le città di pianura dove il giovane regista Sossai, mostra che, proprio dove sembra non esserci più niente, forse c’è, alla fine, almeno un motivo, l’ultimo, per cui restare.
Scritto da Francesca Rigato