In un festival prestigioso e ricco come il Locarno Film Festival, che quest’anno si presenta con un’offerta di 233 film provenienti da 69 Paesi, come si fa a scegliere cosa vedere? La 79ma edizione del festival diretto da Giona A. Nazzaro promette un programma ricco di anteprime mondiali, grandi registi, star internazionali e una presenza italiana particolarmente significativa. Come da tradizione, il cuore della manifestazione sarà la suggestiva Piazza Grande, dove migliaia di spettatori assisteranno alle proiezioni sotto le stelle, ma anche il Concorso Internazionale offrirà alcuni dei titoli più interessanti della stagione.
Mentre Locarno, dal 5 al 15 agosto, si appresta a trasformarsi nella capitale del grande cinema d’autore, noi vi abbiamo preparato una piccola e curatissima selezione di dieci film che, per autori, cast e aspettative, sembrano destinati a catalizzare l’attenzione.
Al primo posto non può che esserci Paper Tiger, il nuovo attesissimo film di James Gray, presentato in Piazza Grande dopo il passaggio a Cannes. Il regista americano torna con un cast di primissimo piano composto da Adam Driver, Scarlett Johansson e Miles Teller, confermandosi uno degli autori più importanti del cinema contemporaneo. È senza dubbio uno degli eventi dell’intero festival. Grande curiosità anche per The Invite, diretto e interpretato da Olivia Wilde – reduce dal discusso Don’t Worry Darling (2022) – che recita accanto a Edward Norton, Penélope Cruz e Seth Rogen. Una combinazione di nomi che rende il film uno dei più attesi dal pubblico internazionale e una delle principali attrazioni della sezione Piazza Grande.
Tra le produzioni italiane spicca Armony di Dario Albertini, che debutterà in prima mondiale. Il protagonista è Valerio Mastandrea, nei panni di un camionista costretto a prendersi cura della nipote rimasta orfana mentre deve fare i conti con gli ostacoli della burocrazia. Nel cast figurano anche Asia Argento, Clara Tramontano e Ornella Muti. Proprio Asia Argento riceverà inoltre il Life Achievement Award del festival. Sul fronte del Concorso Internazionale riflettori puntati su Nowhere to Lay My Eyes, il nuovo lavoro del maestro sudcoreano Hong Sang-soo, autore amatissimo nei principali festival internazionali e vincitore del Pardo d’Oro nel 2015. Il suo cinema intimista e fatto di dialoghi, relazioni e piccoli gesti, continua a essere un punto di riferimento per il cinema d’autore contemporaneo.
L’Italia sarà rappresentata in concorso anche da Alberi erranti di Salvatore Mereu, regista capace negli anni di costruire una poetica personale e profondamente legata ai territori e alle persone, com’era successo con il bellissimo Assandira (2020). Un ritorno molto atteso che conferma la vitalità del cinema italiano meno glamour. C’è grande curiosità anche per Ketticè di Giovanni Tortorici, giovane regista rivelazione dopo Diciannove (2024). Il nuovo film, prodotto da Luca Guadagnino, racconta lo spaesamento di un gruppo di adolescenti nella Palermo degli anni Novanta e rappresenta una delle scommesse più interessanti della selezione. Tra i titoli destinati a far parlare di sé figura anche Down the Arm of God di Peter Brunner, interpretato da Caleb Landry Jones. Il film segue la storia di un predicatore deciso a prendersi cura degli emarginati, entrando però in conflitto con la propria comunità religiosa.
Sempre in Piazza Grande sarà presentato Frank & Louise di Petra Volpe, una delle registe europee più apprezzate degli ultimi anni, mentre Martin Provost porterà Love Lessons, impreziosito dalla presenza di due interpreti amatissimi come Fabrice Luchini ed Emmanuelle Devos. Chiude questa lista Il cileno di Sergio Castro-San Martin, coproduzione italo-cilena con Sara Serraiocco e Lorenzo Richelmy, che riporta lo spettatore agli anni di piombo attraverso una storia dal forte respiro internazionale. Tra gli omaggi spicca anche il documentario Marco Bellocchio: La porta della realtà di Fabio Lovino, dedicato al “Maestro di Bobbio”, reduce dalla miniserie Portobello sul caso di Enzo Tortora. Ancora una volta il festival svizzero conferma la propria identità: meno orientato al “tappeto rosso” rispetto ad altri grandi appuntamenti europei, ma capace di proporre un equilibrio tra autori consacrati, nuovi talenti e cinema internazionale di qualità. Un’edizione che offre tutti gli ingredienti per diventare uno degli appuntamenti cinematografici più rilevanti dell’estate.
Scritto da Emiliano Dal Toso