Come diceva la monumentale Corinna in Boris “io… ho l’età che ho” e quindi posso cominciare a scrivere articoli che profumano (o puzzano) un po’ di nostalgia. Con Propaganda e Noyz ci ho a che fare dal 2007 (o almeno questo è quello che mi ricorda l’AI Overview; perdoname madre por mi vida cloud), con un Push It Real al Leoncavallo che mi ha spiegato senza troppi fronzoli che – sebbene fossi una goth baddie ante litteram – il rap italiano poteva reclamare prepotentemente spazio nel mio mp3 Creative Mosaic (sempre sia lodato) accanto ai dischi di Venetian Snares e Dimmu Borgir.
Risalire al mio primo MI AMI al Magnolia è più difficile (ma credo che fossimo nei dintorni temporali): in ogni caso – sempre in quella presunta estate del 2007 – ho imparato che, nel lettore di cui sopra, potevano starci anche tracce a 128kbs di robe fino ad allora inconcepibili, come l’alternative e l’indie italiano (Offlaga Disco Pax, Il Teatro degli Orrori e Uochi Toki per citare la galeotta Trinità). Propaganda mi ha insegnato che un Wu-Tang Clan horrorcore italiano era fattibile, Pastore ha continuato il suo lavoro – iniziato con MTV Our Noise – nel persuadermi ad aprire un po’ i miei orizzonti da gatekeeper cyber-goth rompimaroni.
Il 19 Settembre Propaganda – che è andata ben oltre i soli “Records” degli inizi – e MI AMI – festival istituzione da cui latito da imperdonabile tempo – festeggiano 20 anni a testa: non hanno rivelato la line up chiedendo di fidarci. Personalmente, visti i pregressi, io mi fido.
Scritto da Andrea Pagano