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ven 18.09 2026 – sab 14.11 2026

Francis Offman: Più bianco del bianco

Dove

⟶ P420
Via Azzo Gardino 9, 40121 Bologna

Quando

venerdì 18 settembre 2026 – sabato 14 novembre 2026

Quanto

free

Foto di Carlo Favero

Più bianco del bianco è la seconda mostra personale di Francis Offman (Butare, Ruanda, 1987, vive e lavora a Bologna) negli spazi della galleria P420. 

Una mostra comincia quasi sempre con un patto implicito, come spiega l’artista stesso, con il pubblico che guarda e lo spazio che garantisce la presenza di qualcosa da riconoscere. In Più bianco del bianco Offman ha scelto di sospendere questa garanzia. Non per negare l’opera, ma per vedere cosa succede quando l’opera non si offre da subito.

Fin dal principio la ricerca di Offman intreccia memorie personali, storia coloniale e narrazioni collettive con la sua stessa ricerca di un’identità attraverso una pratica per lo più pittorica che mette in crisi le gerarchie tradizionali tra supporto e residuo, tra materiali e scarto. Sulle sue tele, rigorosamente non intelaiate, l’artista associa campiture cromatiche a frammenti di carte e stoffe recuperate, gesso di Bologna – un chiaro riferimento alla terra che lo ha accolto – e fondi di caffè, elemento che agisce come traccia e deposito della sua stessa storia. Nei lavori più recenti realizzati appositamente per questa mostra si aggiungono oggetti del quotidiano come la rete da zanzariera, intesa come un filtro permeabile che trattiene marginalità e residui pur lasciando sempre passare l’aria: un’immagine materiale e concreta del concetto di confine. Inoltre, dalla sua costante esplorazione della trama e delle stratificazioni, nasce la recente sperimentazione di Offman con il tessuto jacquard. Attraverso questo processo, prove di lavorazione e frammenti tessili vengono recuperati per essere trasformati in inedite basi strutturali per le sue composizioni. 

In aperto contrappunto a tale densità visiva e materica, il progetto per P420 sceglie invece la via della sottrazione: la consueta tangibilità del suo lavoro arretra dalla piena visibilità e il caffè, privato della sua forma oggettuale, si diffonde nelle sale come puro aroma, agendo da catalizzatore per un dialogo imprevisto tra i visitatori.

In fondo allo spazio, grandi tele di lino dipinte con differenti tonalità di bianco si confondono visivamente con la parete. Il loro bianco, lungi dall’essere puro o innocente, è concepito come una soglia che trattiene differenze minime, tempi e stratificazioni. Il titolo dell’esposizione riprende e modifica il celebre motto della Tyrell Corporation nel film Blade Runner, «More human than human». Offman trasferisce quel paradosso sulla superficie pittorica, interrogandosi su chi stabilisca la misura della purezza, della neutralità e del confine.

La mostra non fornisce garanzie né istruzioni per l’uso. Più bianco del bianco non chiede al pubblico di trovare una risposta corretta, ma lo invita a riconoscere la propria aspettativa, a sostare nel dubbio e a decidere autonomamente quanto vicino spingersi per guardare oltre la prima impressione. Alzare una mano, toccare, spostare e decidere di fare quel passo in avanti diventa un’assunzione di responsabilità.

Scritto da LR