mar 19.12 2017

Elio e le Storie Tese

Dove

Mediolanum Forum
Via G. Di Vittorio 6, 20090 Assago

Quando

martedì 19 dicembre 2017
H 21:00

Quanto

da € 29,00 a € 43,00

Organizzatore

F&P group

A un certo punto, gli Elio e le Storie Tese sono diventati un fenomeno nazionale, anziché un affare di Stato. È difficile identificare il quando, dopo l’esilio televisivo targato Ciarrapico, probabilmente è stato “Mai dire gol” o Sanremo con la sua Terra dei Cachi, si parla comunque della fine degli Anni 90, forse addirittura del Caro 2000, una ventina d’anni dopo i loro inizi. Facendo due conti, Elio e le Storie Tese hanno trascorso meno di metà della loro carriera in giro per l’Italia (e oltre). Il resto è Milano. Anche se l’inizio di tutto si annida nei misteri di una piazza di Borgomanero, ciò che ne segue è un lungo racconto di una città. Ripercorrendo la storia degli EelST si ritrova l’evoluzione di Milano attraverso i decenni. Si sale e si scende dai palchi di Magia Music Meeting, City Square, Le Cinema, Odissea 2001, Zelig. Si passa dalla prima trasformazione di Milano per accogliere i Giocatori Mondiali del ’90 a una decade di proliferazione, quando a qualsiasi milanese capitava di incocciare 5 o 6 loro concerti ogni anno, nei luoghi più disparati, dalle piazze agli stadi del baseball. E poi si incontra la Milano che chiude le porte, spopola il Parco Sempione e costruisce i grattacieli, la città delle ultime grandi trasformazioni che diventano eventi. Che gli EelST siano diventati un fenomeno nazionale e non più cittadino in quest’epoca è il segnale di una band che non ha smesso di crescere, ma anche di una città che forse, talvolta, ha rinunciato ad accogliere le sue spinte creative. Non resta che un concerto di addio, e non poteva essere che al Forum, incastrato tra la periferia e un’autostrada.

Per arrivare preparati a quella che, salvo colpi di scena, sarà l’ultima “festa in casa” degli Elio e le Storie Tese, abbiamo preparato una playlist tutta a tema Milano che ripercorre la storia della band e il loro intenso rapporto con la città e alcuni suoi luoghi “simbolo”. Buon ascolto a buona lettura!

La Cunesiùn Del Pulpacc – Naviglio Martesana
Nell’arco di una carriera così milanese, non poteva mancare un pezzo in dialetto. Con un problema, però: che il dialetto a Milano non lo parla e non lo capisce nessuno, al massimo si può fingere. Come quelli che imitano lo spagnolo aggiungendo la “S” al termine di ogni parola, per fingersi meneghini basta tagliare l’ultima vocale e spargere delle “ü” a caso. Il dialetto di una città di apolidi e meticci, che non capiscono le battute sui milanesi imbruttiti, ma che con gli EelST si ritrovano addirittura a canticchiare in un idioma improvvisato, passeggiando tra le nutrie della Martesana.

Cara ti amo – Via Salutati
Oggi è un pub, il Bootleg, dove si chiacchiera, si beve bene e si guardano partite di pallone. Ma ai tempi degli esordi degli EelST il locale di via Salutati era il Magia Music Meeting, dove band sconclusionate ed emergenti come queste potevano emergere. E pezzi come questo potevano passare dalle orecchie di tutti, anche di chi non li aveva mai sentiti.

Parco Sempione – Parco Sempione
C’era una volta il Parco, senza specifiche ulteriori: il Sempione era semplicemente IL Parco, ritrovo di bonghi, cilum e sport improvvisati. Elio la racconta “verde e marrone” com’era, per raccontare la Milano di oggi, che i parchi li circonda di cancellate dove non riesce ad approfittarne per “tirare su un palazzo”, mentre al Parco nessuno più si droga o “cucca di brutto”, tuttalpiù si corre da soli, speranzosi di diventare “principi dell’adduttore”.

Alfieri – Tra Loreto e Turro
Ciò che faceva Faso tra i due didascalici “quartieri di Milano” (come precisa il coro in alcune versioni fuori porta) è una delle attività preferite dei giovani EelST. Inevitabile che compaia nel vero inno della band, quello che tutto il pubblico ama, quello che inserisce questo incontro all’ombra del Trotter, inserendo la periferia nord della città in una geografia pancittadina, dagli oratori ai palasport.

Giocatore Mondiale – Stadio G.Meazza
Il rapporto tra gli EelST e lo sport è più profondo di quanto non si pensi. Il complessino ha sostenuto la locale squadra di baseball (fino ad un’assurda squalifica per doping) arrivando a suonare ogni estate in mezzo al campo Kennedy, ha omaggiato Felice Gimondi e anticipato scandali arbitrali, ma soprattutto ha parlato -inevitabilmente- di pallone. Tra amici uligani e campionati falsati, il calcio secondo gli EelST è sopratutto quello di Italia ’90, delle bandiere che salgono e dei muratori che cadono. E come sempre vince la Germania.

Storia di un bellimbusto – Corso Como
Il bellimbusto entra in corso Como in Porsche, pronto per “ascoltare la bamba” appena uscito dalle discoteche locali, “attesissimo in zona vip”. Uno sguardo al cellulare, un incidente, un testimone oculare con tutt’altro scopo. La Milano che salutano gli EelST è vecchia di otto anni e ancora attualissima: quella che non li ha mai incontrati.

China disco bar – Via P.Sarpi
Gli EelST si sciolgono e i motivi saranno diversi, tra questi però è impossibile non annoverare l’estinzione totale dell’ispirazione. Eppure anche negli ultimi banalissimi dischi (persino nel pessimo 45giri d’addio Licantropo Vegano) si affaccia una città differente, tra free massaggio e free drink.

Shpalman – Navigli
No, Shpalman non si muoveva tra via Gola e via Vigevano, benché siano luoghi dove “i tamarri che vogliono incularti la catenina” non sono mai mancati, il suo ruolo sui Navigli milanesi è legato esclusivamente al video che accompagnò questo pezzo unico, in grado di portare Max Pezzali sul palco della Festa dell’Unità e soprattutto Mangoni sul tetto del mondo. Dal ponte delle Scimmie a un seggio sfiorato (davvero di pochissimo) in consiglio comunale.

T.V.U.M.D.B. – Metropolitana milanese
Tra tanti luoghi un non-luogo della quotidianità dei milanesi: la metropolitana. Scenario indimenticabile del video di “Discomusic” ma soprattutto distesa di muri da vergare coi “pennaroni”, come una città intera su cui scrivere una storia, la propria storia.

Scritto da Filip J Cauz