mer 02.05 2018

Nils Frahm

Dove

Fabrique
Via Fantoli 9, 20138 Milano

Quando

mercoledì 02 maggio 2018
H 21:00

Quanto

€ 25 + d.p.

Foto di Mathew Parri Thomas

Tendenzialmente, il filtro del tempo ci porta a percepire la musica classica come una faccenda intellettuale e istituzionale da salotto, laddove secoli addietro i compositori che ora fanno tirare fuori il vestito buono alle madame borghesi erano delle icone di grido o addirittura delle “rockstar maledette”. Non che Nils Frahm sia propriamente una pop star, ma – guardando anche i numeri di vendita e l’hype mediatico attorno alla sua figura – è certamente il compositore della cosiddetta scena neoclassical che più sta contribuendo a scardinare le convenzioni di un genere e di un ambiente, approdando a una musica dall’appeal trasversale. Del resto, a dispetto del tono solenne, melanconico e quasi liturgico delle sue opere, lui ama descrivere il suo approccio alla musica come un mix di improvvisazione, divertimento e libertà. Altro che foyer ingessati. Ha creato il Piano Day Festival nella sua Berlino, per poi esportare il format in mezza Europa, con l’intento di avvicinare un pubblico più ampio possibile alle nuove declinazioni del pianoforte. E adesso – dopo un silenzio di quasi tre anni, nei quali pare aver metabolizzato la sua definitiva consacrazione agli occhi del grande pubblico – torna con un nuovo disco che coincide con il suo primo tour mondiale. Pubblicato per l’ormai fida Erased Tapes Records, All Melody sembra collocarsi al crocevia tra Ludovico Einaudi e Nicolas Jaar (!), in bilico tra piano solo e pulsazioni elettroniche, stavolta addirittura con accenni world music (sopraggiungono percussioni africane e una tromba in lontananza) e accompagnato dai ricami vocali del coro londinese della Shards. Una summa della filosofia di Frahm: eclettico e aperto in tutte le direzioni, un po’ artigiano e un po’ nerd, da un lato l’avanguardia dall’altro l’anarchia. Stasera non potremo far altro che guardarlo increduli passare con disinvoltura dalle tastiere ai sintetizzatori vintage a qualsiasi altro strumento magico tirerà fuori dal cilindro nella sua unica data italiana.

Scritto da Lorenzo Giannetti