gio 19.04 2018

Corteo sonoro per Città Studi

Dove

Piazza Leonardo Da Vinci
Piazza Leonardo Da Vinci, Milano

Quando

giovedì 19 aprile 2018
H 18:30

Quanto

free

Sarebbe bellissimo se le decine e centinaia di migliaia di persone accorse a Milano per la Design Week si unissero al corteo di oggi 19 aprile alle 18.30 da Piazza Leonardo da Vinci contro lo spostamento delle facoltà scientifiche della Statale, con i loro 20000 studenti, da Città Studi al deserto delle aree Ex-EXPO.
Uno spostamento fortemente voluto dal rettore Vago, che come molti suoi colleghi rettori concentra le proprie energie, la propria attenzione e la propria azione sulle attività immobiliari dell’università, e dal sindaco Sala, che vuole a tutti i costi dare una spinta sostanziale agli investimenti sulle aree Ex-EXPO: a due anni e mezzo dalla fine del megaevento infatti la piattaforma abbandonata, con il palazzo Italia e l’Albero della vita isolati in mezzo agli svincoli, al carcere e al cimitero, non assomiglia a nessuna buona legacy, e non risulta molto attraente per i fondi stranieri che hanno bisogno di intravedere la possibilità di una vita e di un mercato, devono potere immaginare persone che abiteranno in quegli spazi. Da sola Human Technopole non basta di certo.
E chi meglio di professori e studenti può offrire questa animazione, necessaria all’investimento?
Così la popolazione universitaria dovrebbe essere deportata da un luogo ameno, centrale, alberato come nessun altro a Milano, ricco di begli edifici e funzioni pregiate, a una landa desolata. La scusa è che edifici universitari e laboratori sono fatiscenti e inadeguati alla ricerca, ma come è possibile che non si trovino i soldi per ristrutturarli e invece se ne trovano per pagare forse fino a 20 milioni all’anno all’immobiliare australiana Lendlease? e con un simile esborso annuo, quanti fondi potranno essere dedicati alla ricerca (e ai ricercatori)?

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Sul nostro Zero! Grande di marzo, in cui abbiamo mappato le aree intorno ai grandi progetti di trasformazione di Milano, avevo raccontato così la situazione di Città Studi:

Quando le città lottano per accaparrarsi un’Expo o un’Olimpiade, in genere giustificano gli enormi investimenti pubblici sull’evento con la legacy, l’eredità, cioè la realizzazione di una grande trasformazione urbana. L’evento dovrebbe concentrare investimenti pubblici su una città consentendole così di pianificare lo sviluppo o la rigenerazione di una zona depressa. Milano però la legacy non l’ha mai avuta, nulla era stato pensato per la piastra EXPO di Rho: doveva esserci un grande parco, e la nuova sede Rai, ma non se ne è fatto nulla. Non è una zona appetibile, perché è lontana, circondata da tangenziali e svincoli, da un carcere e dalla Fiera di Fuksas. La metropolitana arriva solo a un’estremità dell’area. Dopo la fine dell’evento è stato subito lanciato Human Technopole, un centro di ricerca specializzato sulla medicina predittiva, la sicurezza alimentare e l’ambiente, poi si è deciso di costruire la sede del nuovo ospedale Galeazzi, e infine è nata l’idea di spostare 18000 studenti delle facoltà scientifiche della Statale localizzate a Città Studi, un’area bella, centrale e servita, in questo deserto, per popolarlo. Il masterplan complessivo dell’area di 1200000mq è stato assegnato via concorso all’immobiliare australiana Lendlease (la stessa di Santa Giulia) e allo studio CRA, Carlo Ratti Associati, che stanno progettando un Parco della scienza, del Sapere e dell’Innovazione, una sorta di incarnazione della Smart City.
Le lotte degli studenti della Statale e dei comitati (Salviamo Città Studi in primis) non hanno per ora fermato il processo, ma ne hanno evidenziato i problemi. La Statale dispone di 120 milioni con cui potrebbe ristrutturare e adeguare gli edifici di sua proprietà – immersi in uno dei tessuti urbani milanesi di maggior pregio per la qualità architettonica, per la connessione, per la presenza di verde – alle nuove esigenze della ricerca. Se trasloca invece dovrà pagare 30 anni di canone (20milioni di Euro circa all’anno) a Lendlease, per trasferirsi in uno spazio isolato e sostanzialmente antiurbano, senza alcuna garanzia di avere un campus fantascientifico.

Insomma, basta con i prosecchi scadenti negli showroom. Prendetevi una pausa, compratevi un fischietto, o usate un qualsiasi oggetto di design che possa produrre un rumore adeguato, e concentratevi a Piazza Leonardo alle 18.30.
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Scritto da Lucia Tozzi