gio 07.06 2018 – dom 26.08 2018

Gary Kuehn - Il diletto del praticante

Dove

GAMeC - Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea
Via San Tomaso 53, 24121 Bergamo

Quando

giovedì 07 giugno 2018 – domenica 26 agosto 2018

Quanto

12 - 10 euro

Nuovo direttore e nuova programmazione espositiva per la GAMeC che inaugura questo giugno; le novità sono tante e le premesse sono più che buone per l’ex direttore del MAN Nuoro. Ad inaugurare il nuovo programma: la mostra personale di Gary Kuehn, artista americano, alle prese con la sua prima collaborazione con un’istituzione museale italiana. Kuehn, scultore classe 1939, difficile da etichettare e ridurre ad una sola corrente artistica, si espande al di là degli spazi della Galleria per invadere, e questa è un’altra sorpresa che ci riserva Giusti, il Palazzo della Ragione di Bergamo, il cuore medievale della Città Alta, rendendo la Sala delle Capriate un nuovo spazio espositivo per i prossimi tre anni. Costruito alla fine del XII secolo, il Palazzo della Ragione ospita le opere di grande formato, opere scultoree create alla fine degli anni sessanta, alcune mai esposte in Italia prima d’ora. Per questa mostra di “prime volte” e “di mai prima d’ora” ben 70 opere, tra sculture, disegni, ed installazioni realizzate a partire dagli anni settanta sono esposte e articolate in tre sezioni a tracciare le evoluzioni stilistiche del linguaggio dell’artista. Tra i primissimi lavori, Black Paintings, le serie storiche dai Wedge Pieces ai Bolt Pieces, dal Melt ai Mattress Pieces, Pedestal Pieces e una serie di opere inedite, il visitatore cammina tra rigide e allo stesso tempo morbidissime forme, che sembrano sciogliersi come burro sotto l’occhio divertito del pubblico. C’è un’attenzione quasi morbosa nei confronti dei materiali da parte dell’artista, un’attenzione sessuale che molto poeticamente e racchiusa in questa citazione: “After all, it’s just a matter of sex and geometry”.
Gary Kuehn rifiutò negli anni sessanta le rigide composizioni del minimalismo, preferendogli un morbido formalismo. Affascinato dai materiali poveri, meccanici e soprattutto dal loro carattere imprevedibile e dalla processualità, diede vita ad una nuova concezione della scultura lontana dall’oggettività del minimalismo, creando oggetti sospesi tra l’astratto e il figurativo. Ogni possibile materia, catrame, metallo, legno, latex, vetroresina rappresenta una sfida e una riflessione sulla fisicità dei materiali. L’attenzione si pone sulla processualità, sul dialogo tra materiali e macchinari industriali, tra geometria e forze naturali, tra limiti e libertà e tra intenzione e caso.

Aperto anche nella sede di Palazzo della Ragione, Sala delle Capriate, Piazza Vecchia. Ingresso libero

Scritto da Chiara Di Leva