gio 07.06 2018 – dom 09.09 2018

Enchanted Bodies - Fetish for Freedom

Dove

GAMeC - Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea
Via San Tomaso 53, 24121 Bergamo

Quando

giovedì 07 giugno 2018 – domenica 09 settembre 2018

Quanto

€ n.p.

In un momento di insorgenza di nuovi nazionalismi, di un’incertezza politica sempre maggiore e di difficile convivenza tra culture diverse, la GAMeC ospita, in concomitanza con la personale di Gary Kuehn, la mostra curata dal vincitore della nona edizione del Premio Lorenzo Bonaldi per l’Arte – EnterPrize, Bernardo Masqueira, che quasi anacronisticamente torna alle origini proponendo una visione lirica e utopica del mondo di grande ispirazione. Rintracciando la storia delle origini del Candomblé, religione che si sviluppò come forma di sopravvivenza contro la violenza e la colonizzazione tra il XVI e XIX secolo dai sacerdoti e sacerdotesse africani forzati ad abbandonare la loro terra per giungere nel Nuovo Mondo come schiavi, Masqueira costruisce la rassegna attorno alla capacità degli uomini di essere fruitori e allo stesso tempo creatori di un sapere comune, la cultura. Seppure così lontana sia geograficamente che nel tempo, questa religione è più attuale che mai; la mostra mette in scena opere di piccole dimensioni, prodotti di artisti eterogenei, corpi incantati, come da titolo, ispirate all’energia del corpo migrante in quanto portatori di una forza capace di propagarsi nell’ambiente circostante e influenzarne le sorti.
Diciassette artisti provenienti da paesi e culture diverse, accomunati dall’esperienza della lontananza dal luogo di nascita sono stati invitati a posare il loro oggetto negli spazi adibiti alla mostra; il resto è questione di materialità. Gli oggetti, secondo la cultura afro-brasiliana occupano lo spazio intero, vibrano ed emettono energie, trasformando lo spazio asettico della galleria in un ambiente sacro in cui culture diverse rivivono, si trasmettono e creano un dialogo fra loro. Lo spazio è ripensato da questi oggetti feticci carichi di energie ancestrali, da stuoie di paglia stesi sul pavimento, da piccole piante di basilico, che nella cultura brasiliana rappresentano uno stretto legame con lo spirito maggiore del Candomblé, l’Oxalá; il visitatore è fruitore ma allo stesso tempo è reso più forte e libero dall’energia trasmessa dagli oggetti. La grandezza delle piccole cose pensata dal curatore brasiliano è uno spazio in cui le culture dialogano pacificamente, una casa senza stato.

Scritto da Chiara Di Leva