sab 03.10 2015 – dom 01.11 2015

Biennale Foto/Industria 2015

Dove

Bologna
Bologna

Quando

sabato 03 ottobre 2015 – domenica 01 novembre 2015

Quanto

free

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Organizzatore

MAST

Parigi, 1 dicembre 1933 - Luminarie delle Galeries Lafayette

Foto di Léon Gimpel

I punti fermi esistono. Esistono eccome. Ciascuno di noi ne serba in tasca almeno una manciata. Non parlo di massimi sistemi, ma di concetti semplici che nella maggior parte dei casi si materializzano nell’idea del ristorante più buono o della città in cui si è stati più felici, scatenando in noi un pantone di reazioni che variano dal sorriso ebete ad un senso di fierezza paragonabile solo a quella di Cristoforo Colombo in America.

Anch’io ne ho uno ed ha a che fare con i complessi industriali. Mi ammutoliscono e conquistano. Non riesco a parlarne, come di qualsiasi cosa che percepisco come enorme. Non so mai da dove partire con loro, quale direzione intraprendere e soprattutto dove la loro terrifica bellezza mi porterà a finire. Sarà che sono cresciuta a pane e zone PIP di provincia ma non riesco ad essere oggettiva guardandole, perché iniziano a ronzarmi mille pensieri sull’architettura, dinamiche giuste o sbagliate, con picchi oscillanti tra il catastrofismo e le eccezioni alla regola che ripercorro avanti e indietro, avanti e indietro, avanti e indietro riportandomi puntualmente al nastro di partenza. A capo.

Non è forse un caso che la Fondazione Mast di Bologna abbia scelto la formula della biennale per riflettere con tutta calma sulla seconda edizione di una manifestazione dedicata alla rappresentazione di queste cattedrali ferrose, scortata da un curatore tra i più autorevoli: Francois Hébel, direttore della Magnum sino al 2000, ancor prima de Les Rencontres de la photographie sul finire degli Anni Ottanta e “talent scout” di Martin Parr, Nan Goldin, Paul Graham, Annie Leibovitz… per dire. In un colpo solo che va sotto il nome di Foto/Industria, Bologna si ritrova così a tu per tu con il gotha dello star system fotografico con 14 mostre spalmate in 12 sedi nel centro storico della città. Dati i trascorsi arleani di Hébel, non potevano che essere diffusi e tentacolari gli sforzi e la struttura di questa manifestazione che è sì dedicata ai luoghi del lavoro ma ancor più al concetto di produzione, un termine che se accompagnato da prenomi e aggettivi giusti cade a pennello anche in campo fotografico, aprendo altri link e suggestioni intorno al binomio.

I panorami che si stagliano sono tra i più vari: da ambienti chapliniani a scenari fantascientifici, più simili a dei giocattoli costosi che a dei luoghi in cui si consuma del sudore. Lo stesso vale per i tagli e gli stili. La biennale abbraccia lavori su commissione, reportage sociali, ricerche artistiche tout court, qualche esempio di fake photography; collezioni di libri aziendali, installazioni e opere firmate da David LaChapelle, Edward Burtynsky, Pierre Gonnord, Berengo Gardin, Hong Hao e molti altri autori. Si dipanano tra musei, chiese barocche e palazzi storici secondo principi di post/produzione, produzione, pause e prodotti finali che fanno il verso ai tempi di una giornata lavorativa tipo e, perché no, anche a certi rovesci della medaglia propri della stessa fruizione culturale con connotazioni sempre più spettacolari, alla “va dove ti porta il festival”.

Discorso a parte merita invece la sezione “giovani” ordinata presso gli spazi della photogallery della Fondazione per la cura di Urs Stahel. Qui si ragiona in termini di “performance”: sono i finalisti della quarta edizione del GD4PhotoArt i quattro autori presentati in casa Mast da “padrini” di tutto rispetto come Lars Willumeit e Joan Fontcuberta, che danno al pubblico la loro parola sulla bontà delle opere e – più in generale – sulla solidità e l’operato di queste promettenti leve che hanno fatto del lavoro un campo di ricerca.

In altre parole fanno loro da sponsor, li pubblicizzano, si spendono. Ecco. Appunto.

La biennale, realizzata in collaborazione con il Comune di Bologna, è visitabile da sabato 3 ottobre al 1° novembre. L’ingresso alle mostre è gratuito. Gli orari delle sedi sono disponibili su fotoindustria.it.

Scritto da Valeria Raho