ven 05.10 2018 – sab 24.11 2018

Alessandro Agudio - Un po' vivace

Dove

Fantaspazio
via Merano 21B, 20127 Milano

Quando

venerdì 05 ottobre 2018 – sabato 24 novembre 2018

Quanto

free

Che meravigliosa coincidenza di significati! La mostra personale di Alessandro Agudio, ambientata presso lo spazio espositivo Fanta, esprime profonde risonanze con l’architettura ospitante e con le etimologie che giustificano lo stesso nome della galleria. Si tratta appunto di un progetto chimerico, anomalo, bellissimo! Proseguendo con i riferimenti etimologici, lo si potrebbe definire: un percorso espositivo caratterizzato da un’ambientazione fantastica, o meglio ancora, a metà strada tra l’epico e il fantastico, che dà ampio spazio alla magia e agli eventi soprannaturali. Ad articolare l’esposizione offrendo molteplici chiavi di accesso, va sottolineato l’interesse, espresso da Alessandro Agudio, fin dagli esordi, per la natura ossimorica dei fenomeni, per le contraddizioni che li caratterizzano dal punto di vista ontologico. La mancata comprensione di questa complessità, secondo lo stesso Agudio, avrebbe favorito mistificazioni e fraintendimenti di ogni sorta. Tali misunderstanding non risultano tuttavia sgraditi all’artista, anzi, a suo dire, consentono una presa di coscienza circa la molteplicità di sguardi e di letture attivabili rispetto alla fenomenologia del quotidiano.

Passando quindi a uno zoom specifico sulla mostra, possiamo dire che si presenta come una costellazione popolata da molteplici Soli, ciascuno dotato di satelliti, cambiando il Sole di riferimento muta la percezione stessa della mostra che può apparire di volta in volta diversa, ovvero: poverista, pop, nichilista, minimalista, effimera o squisitamente plastica. Ogni Sistema Solare convive con l’altro come a significare la coesistenza di differenti dimensioni spazio-tempo, attraverso le quali è possibile viaggiare, non solo con la mente, bensì costruendo narrazioni non lineari ma ipertestuali. I lavori in mostra nascono dall’idea di essere presenze che creano discontinuità con l’ambiente in cui sono state collocate. Suscitano un’accelerazione imprevista, improvvisa. Per queste e altre ragioni Alessandro Agudio fa continuo riferimento agli esiti del Radical Design italiano, perché riconosce a essi delle potenzialità linguistiche rivoluzionarie che avevano in potenza e che in parte sono state scaricate nel momento in cui sono state usate come comunicazione pura; oggetti, quelli Radical, che condensano i rinnovamenti delle avanguardie per poi diventare “piacevolezze”; ma, ripeto, questo ad Agudio non dispiace del tutto poiché gli importa investigare anche i più sensibili slittamenti linguistici in grado di transitare una presenza plastica da un significato all’altro.

Quante occasioni di dibattito può attivare questa personale? Del resto anche in questo la galleria Fanta si dimostra coerente con le ragioni più intime del suo esistere. Anche nella transizione da non profit a profit questo terzetto di “agitatori culturali” (i fondatori di Fanta ) ha ben chiaro il presupposto e l’ancora etimologica che consente loro di tenere la barra dritta circa il modus operandi da intraprendere, e ha ben chiaro lo schema dell’attività cogitante che si pone, a prescindere dal soggetto e dai soggetti, come Pensiero Esteso.

Scritto da Marco Tagliafierro