mer 23.01 2019 – sab 09.03 2019

Robert Barry

Dove

Francesca Minini
Via Massimiano 25, 20134 Milano

Quando

mercoledì 23 gennaio 2019 – sabato 09 marzo 2019

Quanto

free

Non è cosa di tutti i giorni andare a vedere una mostra di un artista studiato sui libri dell’accademia. Soprattutto se americano, o di un luogo ancora più lontano. Milano offre queste possibilità in alcuni ambienti: di solito sono i musei e le istituzioni, ma a volte anche in gallerie private. Francesca Minini ospita una mostra personale di Robert Barry, uno dei maestri dell’arte minimale americana, con una serie di lavori che racchiudono in particolare l’uso della parola come mezzo espressivo e formale. La parola come stato, come “oggetto”. «Le parole sono oggetti. Hanno dei significati molto personali, possono essere lette in maniere diverse» racconta durante una sua intervista in occasione di una mostra in Francia, a Digione, nel 2013.

La parola non racconta nulla: è un materiale tangibile che si muove nello spazio; è graficamente ben realizzata, colorata, posizionata in un determinato punto di un contesto, di un luogo o di un paesaggio. La parola è materia. Un riassunto a cui l’artista americano è approdato attraverso azioni fortemente concettuali già dall’inizio, dalla prima mostra del 1969 in cui decide di chiudere la galleria, di non mostrare nulla. Perché l’oggetto può essere risaltato anche solo attraverso lo spazio circostante, basta quello. Perché l’assenza può avere più forza di qualcosa che c’è. Dalla pittura minimale, ancora più concettuale di quella dei compagni come Stella, quasi da ricordare Ettore Spalletti per la sintesi del colore, seppur con un’azione pittorica differente, Barry giunge alle parole sparse.

“Remind, Until, Because, Silent, Another, Waiting, Again” leggiamo su una tela dallo sfondo nero, tra le opere presentate dalla Minini dove l’artista porta nuovi lavori, dipinti, carte, tele, pannelli in legno, un video e una stanza, la seconda della galleria, interamente rivestita da parole a immergere lo spettatore letteralmente dalla testa ai piedi.

Scritto da Rossella Farinotti