ven 08.11 2019

Massimo Pericolo + Speranza + Barracano

Dove

Viper Theatre
Via Pistoiese 309/4, 50059 Firenze

Chi

  • Massimo Pericolo
  • Speranza

Quando

venerdì 08 novembre 2019
H 20:30

Quanto

sold out

0:00
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  • Scialla semper

    Massimo Pericolo

  • 7 miliardi

    Massimo Pericolo

  • Pagnale

    Speranza

  • Manfredi

    Speranza

Courtesy of Spotify™

La stampa web che si occupa di “entertainment” ha schemi comportamentali più semplici e prevedibili di quanto possa sembrare. Carica l’hype finché gli analisti (o presunti tali) decretano che un artista sia ancora in “trending” e a “sentiment” positivo, poi tendenzialmente inizia a cercare più o meno metaforici “peli nell’uovo” per inventarsi titoli sufficienti o addirittura denigratori che elemosinino qualche click in più in un panorama ormai saturo d’hype. Questa supercazzola per dire che a questo punto sarebbe facile – e comodo – parlare di Massimo Pericolo esprimendo perplessità sulle prospettive tematiche dei suoi lavori dopo aver parlato così a lungo del carcere, della provincia depressiva e del suo cazzo. Sarebbe avvincente gridare al verosimile “gombloddo” dove l’ottima produzione di Crookers &co. possa avere un ruolo di peso anche nella comunicazione di un personaggio (vero) così azzeccato per il momento storico, editoriale, estetico. Ma sono dubbi che lasciamo sviscerare a chi lavora sui “longform” e può customizzare thumbnail e titoli per il social.

Qui i dati di fatto sono che “Scialla Semper” è un disco scomodo, bello e di successo, ma soprattutto che Massimo ha mangiato a casa di Marra, ha cagato a casa di Marra, e ha fatto un pezzo con Fibra. Senza sfigurare con Fibra, anzi. Stasera prima di lui sul palco un altro degli “scomodi” e insospettabili successi del rap italiano più borderline, se vogliamo anche di “periferia” – categoria esistenziale almeno quanto geografica: a suon di un peculare “yelling rap” napulo/francese, un po’ Fatman Scoop un po’ Lil Jon, Speranza ha scalato le classifiche di gradimento con un brano chiamato eloquentemente “Chiavt a Mammt”. Al liceo ascoltavamo di peggio, solo che era in lingua inglese e capivamo meno. Facciamo pace con noi stessi.

Scritto da Andrea Pagano