ven 29.11 2019 – dom 12.04 2020

NOI. Non erano solo canzonette

Dove

Palazzo Belloni
Via de' Gombrutti 13/a, Bologna

Quando

venerdì 29 novembre 2019 – domenica 12 aprile 2020

Quanto

€ 12-8

Contatti

Sito web

Una grande rappresentazione della storia italiana recente nella quale la “Musica d’Autore” diviene strumento di esplorazione e interpretazione delle grandi trasformazioni che caratterizzarono quegli anni.
Racchiusa fra l’abbraccio di Domenico Modugno sul palco di Sanremo 1958 e quello di Paolo Rossi nella notte di Madrid che nel 1982 laureò l’Italia campione del mondo, la mostra curata da Gianpaolo Brusini, Giovanni De Luna, Lucio Salvini procede cronologicamente a toccare ogni aspetto della vita sociale, del costume, della cronaca, del lavoro e dei cambiamenti nelle convinzioni etiche e morali di quegli anni.

A costante contrappunto, 100 opere musicali italiane, selezionate nel repertorio di quel periodo, costituiscono una chiave di lettura e approfondimento. Un “passo a due” fra musica e società, dove gli stili di vita, le mode, le relazioni interpersonali e perfino le stesse istanze sociali sono influenzati l’uno dall’altra e viceversa.

L’allestimento della mostra, a cura della designer Francesca Seminatore con le installazioni audio-video di Daniele Perrone, è suddiviso in undici aree tematiche in grado di coinvolgere tanto chi ha vissuto quegli anni in prima persona, quanto le generazioni più giovani, in un comune percorso di immersione nella memoria collettiva Italiana. Dalla grande immigrazione verso le città del Nord della fine degli anni cinquanta, sino al disimpegno che ha configurato gli anni ottanta, vedremo il mutare del profilo delle città e delle campagne (“Il Boom”), l’avvento del consumismo (“Carosello”), la conquista del tempo libero e delle vacanze di massa (“Abbronzatissimi”), l’emancipazione femminile (“Pensiero Stupendo”) e giovanile (“L’Esercito del Surf”), le rivendicazioni sociali e i movimenti studenteschi (“C’era un ragazzo che come me”), le lotte operaie (“Contessa”), il terrorismo (“La locomotiva”), le radio libere (“Musica ribelle”), le discoteche (“La febbre del sabato sera”) ed infine il riflusso che darà inizio agli edonistici anni ’80 (“Splendido Splendente”).

La fruizione musicale in mostra è a più livelli: dall’audio diffuso nelle varie sale, alle opere ascoltabili in cuffia, agli speaker direzionali per i filmati d’epoca.

Il repertorio iconografico a corredo della mostra, proviene per la gran parte dagli inestimabili archivi Publifoto, le cui immagini, destinate ai quotidiani, ai rotocalchi e ai settimanali illustrati dell’epoca, restituiscono lo sguardo del fotoreporter di cronaca e la sua grande abilità di rappresentare in modo acuto, profondo e preciso le molteplici realtà italiane.

Scritto da L.R.