Annullato

mar 10.12 2019 – mer 11.03 2020

Dialoghi // Fabrizio Bellomo - Peter Fend

Dove

Office Project Room
Via Altaguardia 11, 20135 Milano

Quando

martedì 10 dicembre 2019 – mercoledì 11 marzo 2020
H 18:30 - 21:30

Quanto

free

È stata posticipata all’11 marzo la chiusura dell’ultima mostra presso Office Project Room in porta Romana. Unire un ideale estetico utopista ai desideri di mutazione del proprio territorio può risultare un’azione astratta. Se l’intenzione è rigorosa e tenace, come ha dimostrato l’attitudine di Fabrizio Bellomo in questi ultimi anni di scritti teorici, residenze, intuizioni estetiche, tag sui muri – per citare il progetto “Muri puliti” alla galleria Ciocca in via Donatello a Milano – e ricerche personali, allora il progetto può essere sviluppato davvero, almeno sulla carta.

Fabrizio Bellomo, Capriccio Pugliese – collage Villaggio Cavatrulli , 2010 _2019 , stampa su carta fotografica, 105 x 52

“Villaggio Cavatrulli” è stato selezionato per “Arcipelago Italia” alla scorsa Biennale di architettura di Venezia (quella che non era stata posticipata per il Corona virus!), ed è stato scelto per rappresentare la Puglia nel secondo volume della collana “XXI. Guide d’artista”, a cura di Giacomo Zaganelli, Ginevra Marchi e Alberto Salvadori per lo sguardo un po’ visionario sul territorio pugliese con l’occhio di un autoctono che ha sviluppato punti di vista esterni attraverso viaggi in tutta Europa. Bellomo è una guida instancabile e un buon narratore del suo territorio, per questo Office Project Room lo ha invitato a Milano a realizzare una piccola esposizione attraverso un’analitica selezione di lavori fotografici tratti dalla pubblicazione, una scultura che rappresenta una delle strutture cavate sulla costa stratificata e modellata negli anni tra le rocce e il tufo, e un collage.

Fabrizio Bellomo, Archetipo Villaggio Cavatrulli, 2010 _2019 , stampa su carta fotografica , 29 x 42

Questa realtà milanese ospita mostre di artisti legati principalmente all’immagine fotografica – a inaugurare lo spazio è stato Francesco Bertocco con le raffinate fotografie scattate all’interno dello studio di Freud in relazione a un’opera pittorica di David Simpson – con il vincolo concettuale del dialogo con un artista della collezione dei proprietari dello studio. Così hanno fatto Giovanni Oberti, Irene Coppola – con un’installazione permanente esterna – o, tra i pochi che non hanno utilizzato il mezzo fotografico, ma la propria pittura legata all’illustrazione, come Ettore Tripodi – OPR pone in dialogo le immagini di Bellomo (4 fotorafie di Puglia, Sicilia, Basilicata e Abruzzo) con una grande mappa-collage di Peter Fend. Il rimando è quasi naturale: mappa chiama mappatura. E l’estetica è congeniale, come accade in maniera quasi filologica a pulita nel percorso di mostre di questo spazio. Lo staff di OPR infatti raccoglie una selezione di lavori con uno studio minuzioso, attivando anche una visione nei confronti di rimandi storici. Ogni mostra è un percorso sintetico, frammentato da immagini che fermano quel momento che si vuole raccontare. Qui il “Villaggio Cavatrulli” ha preso forma tra mappe, immagini scultoree e archeologie naturali.

Scritto da Rossella Farinotti