gio 09.09 2021 – dom 12.09 2021

Resilienze Festival 2021

Dove

Serre dei Giardini Margherita
Via Castiglione 134, Bologna

Quando

giovedì 09 settembre 2021 – domenica 12 settembre 2021

Quanto

free

Contatti

Sito web

Vongole che emettono variazioni microtonali, oggetti robotici che trasformano le radiazioni wireless in percussioni ritmiche, antenne paraboliche che come cigni galleggiano in uno stagno e un ammasso di muschio che respira: l’ecosistema tecnologico Marco Barotti è una metafora dell’impatto antropogenico sul pianeta. Artista multimediale pluripremiato, ma mai esposto finora in Italia, arriva per la prima volta a Bologna grazie a Resilienze Festival, l’evento di Kilowatt che si occupa di grandi trasformazione planetarie. Dal 9 al 12 settembre le sue opere saranno l’anello di congiunzione perfetto per riconnettersi ai Legami invisibili, tema di una quinta edizione iniziata in piena pandemia a settembre 2020 e sviluppatasi in tre atti denominati la semina (settembre 2020), coltivare con cura (un calendario di appuntamenti online da novembre 2020 ad aprile 2021) e il raccolto.

L’arte è ancora una volta per Resilienze il mezzo per comprendere ed esplorare quelle relazioni spesso nascoste ma necessarie all’equilibrio di un’ecosistema sempre più fragile.

La retrospettiva dedicata a Barotti incrocia anche la partnership con Ars Electronica, festival e piattaforma di riflessione sul futuro nato a Linz sull’incontro tra arte, tecnologia e società. L’evento è ospitato dalle Serre in occasione della presentazione di Data Tour D’Italie, network e progetto nazionale di artisti e centri di ricerca curato da Federico Bomba (Sineglossa) e Filippo Rosati (Umanesimo Artificiale) per raccontare, attraverso i dati, l’Italia e le grandi sfide ecologiche che ci troviamo ad affrontare. Così, ad esempio, nella performance che mette insieme i risultati di alcuni artisti che hanno lavorato per raccogliere, interpretare e visualizzare i dati derivanti dalle ultime ricerche legate a specifiche tematiche ambientali: inquinamento dell’aria (Marco Barotti), scioglimento dei ghiacci (NEUNAU), microplastiche marine (Giovanni Muzio), cambiamenti di pioggia e vento (Emanuele Balia e Marcello Cualbu).

Dalla musica all’illustrazione, passando per la realtà virtuale e il cinema, fino alle installazioni multimediali, sono molti i linguaggi e i punti di vista inediti che aiuteranno il pubblico del festival a orientarsi nella complessità e proiettarsi in un futuro positivo e desiderabile.

Tra le mostre che rimarranno per tutta la durata del festival ci sono anche Parlo Acqua, una collettiva itinerante di opere illustrate pensata come strumento di informazione, educazione e stupore attorno al tema dell’acqua; la seconda edizione di Design Antidoto con l’esposizione di alcuni progetti in grado di mostrare il design come strumento utile ad affrontare le sfide della contemporaneità; e lo spazio immersivo curato da Sara Tirelli dedicato alle nuove tecnologie e alla realtà virtuale.

L’attenzione ai cambiamenti climatici e ai sottili equilibri ecosistemici torna poi nel bellissimo documentario macedone Honeyland, diretto da Tamara Kotevska e Ljubomir Stefanov o nelle fotografie raccolte dal collettivo FADA che, dal Mali all’Iraq, passando per il Senegal, il Burkina Faso e il Libano, ci fa sentire la voce di giovani attiviste e attivisti che lottano per sensibilizzare la popolazione locale e l’opinione pubblica sulla crisi climatica (Una finestra sul mondo che cambia).

Neanche a dirlo, sono tanti gli incontri con scienziati, filosofi e giornalisti che popolano ogni giorno il calendario tra cui anche una riflessione sul futuro dell’Amazzonia e dei suoi popoli custodi con un leader indigeno, Atucà Guaranì, per la prima volta a Bologna (11 settembre).

Se si parla di riconnessione con la natura non può ovviamente mancare la pratica meditativa, l’11 settembre con Tiziano Fratus e il 12 con Daniel Lumera. E, infine, tra i live, la performance multimediale sull’arcipelago delle Svalbard, The Land Where Nobody Dies con Blind Cave Salamander e Omar Bovenzi (visual), l’elettro-acustica di Attila Favarelli ed Enrico Malatesta, la presentazione del disco Contact di  Alberto Pizzo e Roberto Pugliese per pianoforte, musica elettronica e video proiezioni e l’incontro tra musica e disegno con Stefano Ricci ed Emilio Varrà.

QUI IL PROGRAMMA COMPLETO

Scritto da Salvatore Papa