ven 15.10 2021 – sab 16.10 2021

O.C.E.A.N.I.C.A.

Dove

Chiesa di San Lorenzo
Campo San Lorenzo (Castello), 30122 Venezia

Quando

venerdì 15 ottobre 2021 – sabato 16 ottobre 2021
H 15:00 - 20:00

Quanto

free

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Il ciclo espositivo The Soul Expanding Ocean a cura di Chus Martínez propone che l’umanità si avvicini all’oceano attraverso la lente di un nuovo universo epistemologico concepito con valori sensoriali, un mandato di cura e un principio di amore. The Soul Expanding Ocean #2: Isabel Lewis è infatti un invito – attraverso la danza – ad armonizzare la nostra continuità con l’oceano per trasformare e articolare un rapporto diverso.

Isabel Lewis con la performance-espositiva O.C.E.A.N.I.C.A.(Occasioni per creare narrazioni ecologicamente in sintonia con l’azione collettiva), ideata appositamente per Ocean Space esorta i partecipanti – venti performer, selezionati durante l’estate tramite open call tra danzatori/trici esperti/e e amatoriali – e i visitatori a prestare attenzione al linguaggio dell’oceano, a essere consapevoli delle domande che questo pone e aperti a scoperte del tutto inattese. La performance è un “balletto” che riprende le dinamiche delle interazioni bio-fisiche dell’Oceano sotto forma di strategia coreografica. Un balletto è un insieme formalizzato di movimenti che adattano il corpo al flusso sonoro. In questa occasione, a fornire il flusso è l’Oceano e la missione è adattare i corpi al suo ritmo.

Insieme ai venti performer, Isabel Lewis invita i visitatori nella Chiesa di San Lorenzo e nel rispettivo campo come se fossero trascinati tra le acque dell’oceano, con i corpi catturati dalle correnti e la voce integrata nell’opera come una componente politica, un segno della lunga tradizione veneziana di cori, politiche comunitarie, musica e suono quale tratto identitario. Quale luogo è dunque più adatto di Ocean Space per proporre una danza dedicata a un’entità in costante movimento?

L’oceano, si schiude davanti a partecipanti e visitatori come un metodo, una pedagogia che conduce gli individui a instaurare un rapporto diverso con la natura. Un rapporto che dà alla natura potere d’azione e che riconosce le differenze tra le vite che si muovono, agiscono, pensano e sentono al di là degli esseri umani. L’arte e gli artisti guidano dunque l’umanità in un percorso di recupero e rieducazione del proprio rapporto con l’Oceano. A tal fine, è necessario riprogrammare il nostro corpo affinché sia maggiormente consapevole del potenziale di oceanità dell’essere umano. Le mani, la pelle, gli occhi, il naso, le orecchie… tutti gli organi devono imparare a percepire l’oceano, anche quando l’oceano non è (ancora) presente.

Con O.C.E.A.N.I.C.A. Isabel Lewis affronta una domanda cruciale: come conciliare in modo coerente l’attività artistica di una coreografa e danzatrice con il suo impegno politico nei confronti della natura e dell’Oceano, senza dimenticare il ruolo assunto dagli artisti nella trasformazione della società? Isabel Lewis descrive la sua pratica artistica “come un lungo processo di sviluppo di metodologie e approcci epistemologici che non riconoscono alcuna dualità mente-corpo e che integrano diverse modalità di acquisizione della conoscenza al fine di generare nuovi approcci nei confronti di tematiche inerenti alla prosperità umana (e a ciò che la impedisce). Lasciando da parte una prospettiva di mera riflessione critica sui sistemi di pensiero della società occidentale contemporanea e sui modi in cui questi sono incorporati e incarnati nelle nostre interazioni bio-sociali con effetti pericolosi, utilizzo la coreografia per immaginare in chiave diversa e mettere in azione modelli alternativi di relazione e socialità tra agenti umani e agenti che vanno al di là dell’umano”. Nel 1969 il musicista veneziano Luigi Nono affermò che, a suo avviso, non esisteva “alcuna differenza tra musica e politica”. Lewis è esattamente dello stesso avviso: non esiste alcuna differenza tra danza e politica. Infatti, attraverso la danza Isabel Lewis fornisce il proprio contributo a una lotta epistemologica, spingendola verso una nuova modalità di percezione.

Scritto da Redazione Venezia