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gio 12.02 2026 – dom 19.07 2026

Benni Bosetto: Rebecca

Dove

Pirelli HangarBicocca
Via Chiese 2, 20126 Milano

Quando

giovedì 12 febbraio 2026 – domenica 19 luglio 2026

Quanto

free

Studio Benni Bosetto, Milano, 2025. Foto: Andrea Magnani

Benni Bosetto non è – gli altri – è una di noi. Ho pensato a questo entrando alla sua mostra da Pirelli HangarBicocca. Una bella mostra, una mostra ben fatta, una mostra di un’artista professionista che ha sviluppato una visione e un’estetica coesa e che la sa rendere viva, presente e abitabile. Una mostra dove tutto è curato, dove le forme, i segni e la vita, hanno una loro voce. A cui le ha dato il nome di Rebecca.

Sono entrata alla mostra sentendomi addosso l’emozione di una groupie, non solo perché conosco Benni di persona e la seguo da anni, ma perché lei è tutte noi. È il nostro modo di fare, pensare, creare, di essere e vivere l’arte. E il fatto che tutto questo sia finalmente accolto dentro un’istituzione come l’Hangar, ci fa sentire tutte viste. E lo dico con orgoglio ancora più grande perché la mostra non teme nulla: piega lo spazio al suo volere, riallestisce tutto e crea un’atmosfera di dettagli. Siamo altrove, siamo dentro qualcosa, un corpo, una casa, si danza si gode si soffre e ci si riposa. Si sogna, questo sicuramente. Ogni elemento può vivere da solo ma insieme sono un’eco che ci risuona dentro.

L’altro giorno, a una premiazione, Benni ha detto «grazie per la fiducia nel mio lavoro, spero di non deluderla» e no, non l’hai delusa. Godetevi questa mostra, che consiglio di visitare nei giorni in cui c’è anche la performance che è così dolce e sincera che commuove, senza urlare nulla.

E nel mio piccolo mi auguro che questo esistere che dobbiamo a Benni non sia un unicum ma un inizio, perché la artiste italiane – e qui uso il femminile che include tuttə – sono dei bagliori preziosi capaci di cambiare questo dolorante mondo. Basta dar loro il giusto spazio, e su questo non ci resta che confidare nel lavoro delle istituzioni per non lasciare anche Benni Bosetto l’unica, ma per renderla la prima di tante.

Scritto da Annika Pettini