Il progetto espositivo a cura di Daniel Blanga Gubbay che, per la prima volta, avvicina in un dialogo diretto la pittura di due grandi artisti del XX e XXI secolo, esplorandone affinità e corrispondenze: Etel Adnan (Beirut, 1925 – Parigi, 2021) e Giorgio Morandi (Bologna, 1890 – Bologna, 1964).
Già protagonisti nel 2012 di due focus monografici dedicati all’interno della prestigiosa rassegna quinquennale di arte contemporanea dOCUMENTA (13) a Kassel, curata da Carolyn Christov-Bakargiev, Morandi e Adnan sono accomunati dall’esercizio quotidiano di una pratica pittorica che cattura l’essenza di un sentimento puro attraverso ampie campiture di colore, racchiuse in forme geometriche semplici, a tratteggiare la biografia di oggetti comuni ed elementi naturali. Una pittura intesa come visione lirica di paesaggi interiori e rigorosa coerenza di segno, capace di esprimere valori universali analoghi, seppure originata in contesti geografici e temporalità storico-culturali profondamente differenti.
In due studi lontani tra loro – uno in via Fondazza a Bologna, l’altro affacciato oltre la baia di San Francisco, negli Stati Uniti – Giorgio Morandi ed Etel Adnan trascorsero infatti decenni tornando con ostinazione a pochi motivi essenziali, nel segno di un abbandono del contorno a favore della vibrazione del colore. Scrive il curatore Daniel Blanga Gubbay nel testo per la brochure di accompagnamento alla mostra: “Morandi disponeva bottiglie, scatole e recipienti, spostandoli di millimetri per distillare forma, luce e intervallo; l’artista libanese Adnan dipingeva montagne, orizzonti e soli come piani intrecciati di colore puro. Lavorando in piccolo e in serie, entrambi hanno fatto della pittura un’esperienza di vibrazione cromatica.”
Se nel maestro bolognese quest’ultima si manifesta nelle modulazioni tonali – grigi caldi, beige, rosati, verdi smorzati – in una serena instabilità che fa tremare sfondi, vasi e scatole, restituendo il movimento della luce e dello scorrere del tempo, nelle tele di piccole dimensioni dell’artista libanese naturalizzata americana, invece, sprigiona da forti contrasti cromatici che sembrano eccedere i vincoli fisici del supporto.
L’inaugurazione è prevista per martedì 20 gennaio 2026 dalle ore 18.00 alle 20.00.
Scritto da LR