Dopo il successo del suo album di breakthrough “Ceremony” (2012), von Hausswolff si è rapidamente affermata come un’artista dalla creatività vasta e imprevedibile, capace di fondere tradizione e sperimentazione in modi sorprendenti. Il suo strumento distintivo, l’organo a canne, è al centro di un sound che gioca con la respirazione: inspirare, trattenere, espirare. Questo approccio si traduce sia in brani rock monumentali e cupi, sia in pezzi intimisti per organo. In “ICONOCLASTS”, il suo sound evolve ulteriormente, introducendo elementi più pop e vibranti pur mantenendo la potenza emotiva che la contraddistingue. Prodotto da von Hausswolff e dal collaboratore storico Filip Leyman, l’album è un’opera di movimento travolgente, ritualismo epico e composizione maximalista, con ospiti d’eccezione come Iggy Pop, Ethel Cain, Abul Mogard e Maria von Hausswolff. L’ensemble del disco si arricchisce del virtuoso sassofonista Otis Sandsjö, i cui trilli avvolgono e amplificano l’intensità dei brani.
Scritto da L.R.